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Capire quali saranno i nuovi scenari della comunicazione e i sistemi che verranno utilizzati per migliorarla non è facilmente prevedibile nel lungo periodo, di sicuro ci sono alcuni criteri che ciascun sistema dovrà adottare per avere successo: Velocità, Comodità e Sicurezza.
Per le ragioni precedentemente introdotte la mia attenzione è stata catturata dai sistemi NFD, sviluppati negli anni 80 e recentemente, pochi giorni fa, menzionati da VISA come portatori di un grande cambiamento nei sistemi di pagamento.

Facciamo qualche passo indietro per capire di cosa stiamo parlando. La tecnologia RFID (Radio Frequency Identification), di cui i sistemi NFD si avvolgono, è una tecnologia per identificare e memorizzare dati tra oggetti posti a breve distanza. Gli studi nascono intorno alla seconda guerra mondiale per poi avere un picco negli anni ’90.
Come funzionano? L’antenna presente nel dispositivo invia il segnale al chip (tag/etichetta RFID) del dispositivo ricevente il quale, sempre tramite antenna, capta il segnale ed elabora i dati ricevuti. Tutto ciò permette quindi la comunicazione tramite radiofrequenza tra due apparecchi (con tecnologia NFC integrata) quando vengono avvicinati ad una distanza non superiore a 10 cm.

Alcuni dati storici importanti:

  • Nel 1983 viene rilasciato il primo brevetto a Charles Walton;
  • Nel 2004 Nokia, Philips e Sony stabiliscono il Near Field Communication Forum, con lo scopo di promuovere e sviluppare la tecnologia NFC. Tra i principali membri di questa associazione troviamo America Express, Vodafone, Logitech, Telecom e molti altri importanti gruppi;
  • Nel 2006 il Nokia 6131 è il primo telefono con tecnologia NFC; Nel 2010 Samsung Nexus S è il primo telefono Android con NFC;
  • Nel 2011 la RIM è la prima compagnia che per i suoi dispositivi ottiene la certificazione di MasterCard Worldwide, per le funzionalità di PayPass, mentre pochi giorni fa Visa ha annunciato che gli smartphone con tecnologia NFC di Samsung Electronics, LG Electronics e Research In Motion (RIM) hanno ottenuto la certificazione per l’utilizzo per i pagamenti Visa payWave.

L’ultimo punto introduce il cambiamento di cui vi avevo parlato all’inizio dell’articolo, ci sono voluti un pò di passaggi evolutivi per entrare nell’argomento ma ora sicuramente avrete un quadro completo dello scenario esposto.

Il 12 gennaio 2012 VISA ha infatti certificato i nuovi smartphone NFC per i pagamenti in mobilità, questo significa che non ci sarà più il contatto fisico della carta con il terminale quando si effettuerà un acquisto, basterà semplicemente avvicinare il dispositivo Visa payWave abilitato (carta, chiavetta o smartphone) al terminale di pagamento per effettuare l’acquisto.
Se consideriamo che nel 2015 si stima che gli M-Payments arriveranno a quota 600 miliardi di dollari, VISA ha avuto un’ottima intuizione.

Date un’occhiata a questo video per capire di cosa si tratta.
Grazie alla tecnologia NFC potrete usare il vostro smartphone come carta di credito e per farlo dovrete semplicemente avvicinarlo al dispositivo Visa payWave abilitato.

Per quanto riguarda l’Italia il primo progetto di sperimentazione della modalità Paywave è partito nel 2008 e ha visto la collaborazione del Credito Valtellinese, con Visa Europe e Key Client Cards & Solutions. Altri progetti sono stati fatti con la Banca Popolare di Sondrio e Visa Europe in partnership con il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Milano Bicocca.

L’ultimo, chiamato Mobile Pass, risale allo scorso anno ed è stato realizzato grazie alla collaborazione di ATM Milano e Telecom, il progetto ha sperimentato l’uso della tecnologia NFC nel pagamento dei biglietti dell’autobus, tram e metropolitane. Per 6 mesi 100 volontari abbonati hanno ricevuto un telefono della TIM con il sistema NFC implementato e un abbonamento. Per la convalida gli utenti avrebbero semplicemente avvicinato il telefono ai dispositivi con NFC dentro ai mezzi di trasporto.

Di fronte a questi cambiamenti non resta che dare ragione ai saggi: “Il tempo è denaro”.

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