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In questi giorni ho provato Pinterest il nuovo social network molto discusso in rete, nato come startup nel 2010 con sede operativa a Palo Alto in California.
Di primo acchito la caratteristica principale di questo social è l’usabilità, infatti nonostante sia disponibile solo la versione inglese, Pinterest si dimostra immediato e semplice, con una grafica accattivante che mette in risalto le foto (pin) inserite in cartelle/bacheche di interesse (board).

Un social network incentrato sulle immagini come Instagram e Flickr, che però pone al centro gli interessi dell’utente suddivisi in board editabili: piccole bacheche personalizzate nelle quali è possibile inserire i contenuti. Questi, chiamati pin, possono essere immagini, video, documenti di lavoro di vario tipo, inforgrafiche, insomma tutto quello che catturate, marcate o “pinnate” dal vostro computer, dal web (col bookmarklet installabile su proprio browser), e perfino dal proprio sito/blog mediante il pin button. L’utente che si iscrive a Pinterest per la prima volta (mediante invito) comprende quasi da subito il meccanismo di cattura, sistemazione e contestualizzazione di immagini, video e appunti, in generale di tutto quello che appassiona o che colpisce l’attenzione sul web.

Pinterest è un Tumblr evoluto perché più organizzato: a differenza di quest’ultimo dove gli elementi ri-condivisi vengono incolonnati nel profilo, su Pinterest tutto ciò che viene ripubblicato è sistemato accuratamente nelle board. Inoltre è possibile scegliere cosa seguire, selezionando le varie bacheche di un utente tralasciandone in profilo. Il contenuto può essere gestito assieme ai propri followers, una funzione molto utile per condividere con una cerchia ristretta di persone progetti (arredo, arte, design, ricette), immagini e prodotti particolari. La cosa più innovativa però è l’utilizzo del pin button che permette di azzerare tutti i passaggi dalla rete al computer per arrivare al social, meccanismo utilizzato per caricare immagini su Facebook. Mentre navighiamo in rete possiamo quindi inserire contenuti (soprattutto immagini) direttamente sul nostro profilo Pinterest, all’interno delle nostre bacheche senza salvare sul computer.

Una volta compreso il funzionamento possiamo riflettere assieme su questo social, vi propongo questi spunti:

  • L’organizzazione muta la fruizione dell’utente. La cura dei contenuti è centrale perché le board fungono da principio regolatore, evitano la confusione delle pagine a scorrimento e facilitano la strutturazione dei contenuti che in questo caso non sono “prodotti” ma semplicemente “pubblicati”, “sistemati” ed “editati”. Interessante in questa direzione la riflessione di Tagliaerbe, che sottolinea l’evoluzione della Content Curation nei social media, dal blog “long form” al social “push button”. A mio avviso molti social quest’anno semplificheranno la loro struttura, il blog non scomparirà, ma diventerà sempre più strumento comunicativo e d’informazione, terreno fertile per esperti ed opinion leader che vedranno aumentare la loro influenza in proporzione all’originalità e alla specializzazione dei loro articoli. Con Pinterest e simili la fruizione dei social subirà un’accelerazione nel tempo (più rapido e real-time) e nello spazio (più mobile), alimentando la partecipazione spontanea dell’utente. Del resto la Timeline di Facebook può essere considerata in tal senso un piccolo passo verso la content curation, cioè verso una nuova organizzazione del profilo utente.
  • Le boards sono vetrine on line dove potete cercare il vostro prossimo acquisto. Pinterest alimenta la visibilità di prodotto (e il commercio elettronico ringrazia), grazie al tasto “pin it” (applicabile a siti e blog) è possibile condividere l’immagine all’interno del network aumentando la diffusione e la consapevolezza sociale dell’oggetto. Al momento non sono presenti pagine aziendali, probabilmente non verranno nemmeno inserite, dato che i prodotti/immagini (al centro del sistema) sono già presenti con tanto di prezzo (gifts) e descrizione per varie nicchie, ricercabili all’interno della stessa piattaforma. Nel prossimo futuro sarà proprio questo modello di ricerca e vendita semplificato a fruttare i maggiori introiti per il social. 
  • Pinterest è utile per il Seo ma attenzione a non “pinnare” troppo. I link/pin diretti al vostro sito, provenienti da Pinterest, sono tutti “dofollow”: sono seguiti dai motori di ricerca e viene passato valore tramite essi. Il re-pin garantisce collegamenti mantenendo il legame con la sorgente. Per ottimizzare dovete migliorare le impostazioni nella sezione “About”, connettendo il vostro sito/blog ed i profili Twitter e Facebook. La cosa più importante però è ottimizzare le vostre boards: “pinnare” immagini di alta qualità con apposite keywords; descrivere accuratamente le bacheche con parole specifiche a “coda lunga” nel Title, localizzandole per area geografica; ripetere le parole chiavi nel testo (Description). Detto questo è utile sottolineare che diventare influenti al momento è più difficile (di Twitter) a causa della frammentazione dei follow e “Pinnare senza ritegno”, contenuti dal proprio blog, non è ben visto da Pinterest e dagli utenti che lo popolano per ovvie ragioni. Contenuti monodirezionali spesso vengono considerati spam e non ottengono re-pin, comportamenti di questo tipo non vengono premiati e non rientrano nello stile della Pin Etiquette .

Per concludere Pinterest è una piattaforma divertente e funzionale (non troppo innovativa), in ascesa nel panorama dei Social Media, considerate le 11 milioni di visite a settimana registrate a dicembre in costante aumento. Al momento è possibile iscriversi solo tramite invito, se però desiderate provarlo in prima persona potete lasciare una mail. Curiosi?

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