“Pronto?”

“Si, buongiorno, parlo con l’ufficio marketing?” “Pronto? Pronto?”

“Si, buongiorno! Avrei gentilmente bisogno di …” “Pronto? Pronto?”

Il tema che lanciamo questa volta è di quelli che scottano, di quelli importanti, di quelli che l’HBR non si lascia scappare, e allora non c’è da scherzare. Ma un tema che le funzioni marketing ogni tanto tralasciano.
La provocazione di Jack Springman colpisce dritto al cuore: se il corpo umano ha due orecchie ed una sola bocca, cosa significa?

Non siamo sicuri che il rapporto tra parola e ascolto, tra messaggi trasmessi e messaggi ricevuti, debba essere per forza 1 : 2, ma siamo convinti che il marketing si debba interrogare più spesso sulla propria capacità di ascoltare.

Proviamo a costruirci scientificamente un indice: da una parte le spese in advertising, comunicazione, ma anche i costi degli specialisti e dei manager, dall’altra le attività di ricerca di mercato, di analisi del consumatore con i sui differenti profili, e delle consulenze sul tema. Mettendo da parte in un primo momento tutte le attività commerciali di chiacchiere con i clienti, mailing e via così, ma con la consapevolezza che anche queste potrebbero rientrare in uno studio approfondito.

L’unica certezza che abbiamo sui risultati è che questa attività sarebbe una cartina di tornasole: aiuterebbe le aziende ad interrogarsi su target, modus operandi e obiettivi raggiunti con le attività di marketing. Il monitoraggio nel tempo potrebbe diventare strumento concreto di verifica della comunicazione aziendale.
Aumentando la capacità di ascoltare. E di capire cosa vuole chi sta dall’altra parte.

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