Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Leggo su Paperella2.0 un bel post riassuntivo sul caso del momento: #nofreejobs. Tutto comincia con un articolo di WikiCulture, uno di quegli “col titolo giusto” per fare rumore, e cosi fu: “Caro blogger ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi“. L’articolo, caustico al punto giusto, pone un problema vero di cui altri hanno parlato, tra i più citati il bravissimo Paolo Ratto e linkiesta. Al solito proviamo ad aggiungere qualcosa, nello specifico tre brevissime considerazioni, sotto forma di domanda:

  • Content is king, siamo sicuri? I content manager, mestiere che i blogger portano in dote, vanno di moda. Più volte abbiamo detto quanto un blog (aziendale o meno) possa influenzare le sorti di un’azienda. Il primo dei problemi è che stiamo passando da content is king a bad content is king, e la verità è che anche lato SEO una porcheria originale è meglio di un buon contenuto ridondante o duplicato, google non ha ancora maturato “un gusto estetico” e il buon blogger che si muove tra keyword e contenuti con alto tasso di “share-ability” è un bocconcino succulento
  • quanti sono in fila la fuori per scrivere? I contenuti sono le fotocopie del 2011. Ormai è chiaro, la produzione o almeno la costruzione al 90% del 90% dei contenuti web passa dalle mani abili e meno abili di stagisti non pagati chiamati ad amplificare una ridondanza ormai preoccupante. Non vi piace questo modello? Qualcuno, la fuori, è pronto a prendere il vostro posto. Quante università sfornano potenziali content manager (giornalismo, comunicazione, economia) con una probabilità di disoccupazione altissima e una voglia di galleggiare in un limbo di inserimento nel mercato del lavoro altrettanto forte? Questo scenario non è confortante ma l’offerta è superiore alla domanda e purtroppo gli “stagisti indignati” sono troppo pochi, credo. Il nemico è la domanda di web strategist e web analyst cui il mercato risponde con una sovrabbondanza di copy e giornalisti 1.5, cosi non va
  • E’ proprio necessario mendicare 20 euro? Il bello di questo mondo è che permette un personal branding quasi gratuito. Il brutto è che non esiste un albo dei consulenti o un sistema di certificazioni serio che legittimi le competenze. Fai vedere che sei bravo, se sarai accreditato come tale nel lungo periodo sarai un buon consulente, stratega, analista. Probabilmente il modo migliore per protestare contro i freejobs è quello di ignorarli, e far crollare questi modelli

Detto questo ci sono molte persone che sulla differenza tra l’acquisto di un contenuto e il ritorno pubblicitario da adv che il contenuto genera ci mangiano eccome.. è forse la che bisogna andare a parare con proteste e iniziative. Io comunque cercherei sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno e capire se quella potenza di fuoco nello sviluppo di contenuti può essere impiegata altrove (un blog personale?), un modo proattivo per dare scacco ad un mercato che non ci merita..

Commenti