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Nel post di oggi desidero parlarvi di una tematica che mi sta particolarmente a cuore e che sempre più dovrà interessare aziende ed organizzazioni che operano in qualsiasi settore.
Io lo definisco semplicemente bilanciamento tra vita privata e vita lavorativa; tecnicamente detta Work-Life Balance, questa leva sta assumendo soprattutto negli ultimi tempi, un’importanza sempre maggiore quando si parla di organizzazione e gestione delle risorse umane. Molti studi e ricerche la definiscono come uno dei pilastri imprescindibili per la progettazione di un programma completo e coerente di employee engagement.
A conferma del fatto che si tratta di un tema particolarmente importante ma allo stesso tempo contraddittorio, esistono alcune ricerche effettuate dagli studiosi Sonnetag (2003) e Hallberg (2007).

Il primo sottolinea l’importanza per il lavoratore e per il suo engagement, di recuperare l’accumulo di stress dovuto alle situazioni lavorative e di conseguenza esprime parere favorevole nei confronti di un corretto bilanciamento con attività extralavorative.
Hallberg conferma la correlazione tra eccessivo carico lavorativo ed esaurimento però va oltre facendo notare che in molti casi l’aumento del carico di lavoro porta ad un conseguente aumento dell’engagement.
Essi concludono trovando una strada comune ed affermando che il dipendente engaged tende a lavorare di più, ma allo stesso tempo l’aumento eccessivo del carico di lavoro (poco bilanciato verso attività extralavorative) può creare un rischio potenziale alto di disengaged.

Lato azienda emerge chiaramente la necessità di analizzare, progettare ed sviluppare politiche di work-life balance efficaci. Le aziende devono assumersi la responsabilità nei confronti dei propri dipendenti; questi ultimi, infatti, ricercano sempre più un bilanciamento tra il lavoro e le proprie responsabilità familiari, sociali e personali.
Chiarisco che non stiamo parlando di lavorare di meno, ma di creare un approccio al lavoro più equilibrato e responsabile e soprattutto salvaguardare gli interessi familiari e sociale delle persone.

Ecco alcuni vantaggi per coloro che lavorano presso aziende attente alla leva “work-life balance”:

  •  Flessibilità sugli orari di lavoro;
  • Riduzione dello stress negativo, dei periodi di malattia, del turnover e dell’assenteismo;
  •  Miglioramento del rapporto azienda-dipendenti;
  • Miglioramento della concentrazione e della motivazione;
  • Responsabilizzazione e crescita personale.

Quindi, concludendo, il corretto bilanciamento tra le ore dedicate al lavoro e quelle dedicate ad attività extra-lavorative, di qualsiasi tipo, non può più essere sottovalutato dalle organizzazioni del futuro.

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