Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

La prossima settimana, sarò uno dei corsisti di MarketingArena e nello specifico parteciperò al corso “ll social media marketing per le PMI: un approccio operativo”. Sono felice e carico perché, conoscendo un po’ i docenti e il team di MA, sono sicuro che sarà una bellissima esperienza sia formativa che sociale/relazionale.
Allo stesso tempo, nell’attesa di partecipare, mi sono posto (e continuo a farlo) alcune domande del tipo: concluderò la giornata con quello che si può definire “saper fare”? Il giorno successivo sarò in grado di produrre già qualche risultato? Avrò qualche strumento operativo? Il mercato al quale mi propongo saprà sfruttare queste nuove competenze e sarò in grado di comunicarle in maniera efficace?

Penso che le prime domande dipendano in parte dalla tipologia di programma scelto, in parte dai docenti ed infine da noi “studenti”… Invece la risposta all’ultima domanda non è poi così scontata!
Sappiamo benissimo che il contesto economico e produttivo Italiano è composto in maggior parte da piccole/piccolissime/micro e medie imprese… solitamente in queste realtà non esistono nemmeno voci di badget destinate a comunicazione e marketing; figuriamoci ad azioni strutturate sui social network!
A supporto di questa tesi arrivano i risultati dello studio “Customer Experience & Social Network” commissionato alla SDA Bocconi da Alcatel-Lucent Enterprise che ha rivelato: un significativo ritardo delle Pmi italiane nello sfruttare i social network per accrescere la propria visibilità e le possibilità di sviluppo sul mercato.

Dall’indagine, infatti, è emerso che in Italia:

  • Tre aziende su quattro sono consapevoli dell’importanza dei social media per il business e per il rapporto con i clienti ma meno della metà li utilizza;
  • Solo il 22% delle imprese interpellate ha da tempo implementato un’azione su vari canali social;
  • Il 10% ha iniziato ad avvicinarsi nell’ultimo anno;
  • L’8% ha solamente una fanpage su Facebook.

Consideriamo che questa ricerca è a livello Italiano… figuriamoci se la zona geografica si restringe ad esempio al Nord-Est! Quello del “self made man”, degli artigiani, dei professionisti e dei dipendenti che dopo anni di duro lavoro sono diventati titolari di impresa… Non è proprio semplicissimo convincerli di alcuni concetti e proporsi come degli “aiutanti del marketing digitale”.

Davanti a questa situazione ecco alcune conclusioni alle quali si potrebbe arrivare… pazzi quelli che organizzano questi corsi per formare futuri esperti di…“social cosi”! Chi vuoi che partecipi??! Pazzi i partecipanti che sprecano tempo e denaro ad imparare teorie e strumenti inutili perché tanto non c’è mercato…
Chi la pensa così ha ragione solo su una questione… quella dei pazzi, di coloro che al di là della sterile ed arida superficie vedono qualcosa di possibile, cercano/creano soluzioni e non giustificazioni, parlano con tutti sapendo già che non tutti li ascolteranno ma non importa; insistono.
Dall’altra parte ci sono quegli imprenditori, artigiani e professionisti che hanno guidato per anni e ora non si vergognano di farsi guidare lungo un percorso spesso sconosciuto (che male c’è a non sapere tutto?) e rischioso nel quale è semplice spendere energie inutili se non si conoscono metodi ed ambienti.

La presenza di queste due categorie rende possibile l’incontro tra le competenze/conoscenze di persone che ci hanno provato e ci sono riuscite e le persone disposte a provarci! Nasce così il primo corso di MarketingArena che porta a casa un tutto esaurito che fa ben sperare per il proseguo di questa avventura nel difficile sentiero della formazione!
In questo post ho approfittato di un esempio concreto nella speranza che tutto questo possa rafforzare la nostra e la vostra follia e determinazione nel credere all’impossibile sfruttando il possibile e nel mettere a disposizione competenze e capacità personali indipendentemente da settori o categorie professionali.

Commenti