Liberamente ispirato a: Venpop Makes a Case Against Adding Shopping Carts on Facebook

Il like non basta più. Lo sospettavamo da tempo ed il fermento attorno al Facebook Commerce (o Social Shopping per i palati più fini) è reale. Gilt Groupe ha annunciato la possibilità di acquistare prodotti esclusivi su una speciale pagina Facebook in cui gli account sono interfacciati e gli utenti possono interagire con pochi click fino all’acquisto. Siamo quindi all’apice di un nuovo fenomeno, l’F-Commerce? No, almeno secondo Max CiccoTosto, CEO di Venpop (una divisione di Wishpot) si dice scettico. Ed il dato sembra confortarlo:

He said while Venpop has the ability to also integrate shopping cart technology on a company’s Facebook page, only three out of its 3,000 customers actually wanted a cart. ”I know companies that have paid $20,000 to implement a shopping cart on Facebook that generated $0 in six months,” he said. “That’s disconcerting to me that they will see no return on investment and then say Facebook doesn’t work.”

Il tema posto sta nella dicotomia tra Social Commerce e Social E-Commerce Platform, che provo a spiegare:

  • parliamo di social commerce nel caso in cui il carrello (o più in generale l’intero processo di acquisto) viene integrato su Facebook o altra piattaforma
  • siamo invece di fronte ad una Social E-Commerce Platform nel momento in cui vengono sviluppati dei meccanismi di integrazione bidirezionale tra sito e social network ma l’acquisto viene comunque completato al di fuori di Facebook o altra piattaforma (Ebay ad esempio ha scelto questo modello)

Sono personalmente “alla finestra” sul tema, nel senso che questo articolo sembra dar ragione alla piattaforma di commercio elettronico “old style ma socializzata” e ci sta, almeno fino a quando parliamo di shopping mall e retailers, considerando però 3 realtà:

  • piccole aziende
  • brand di nicchia o monoprodotto
  • offerte speciali e limitate (ricordate il caso 20ltd?)

penso che Facebook (inteso come la più avanzata e popolata delle piattaforme extra sito) possa dare molto, proverei quindi ad abbandonare la scelta tra le due cose per progettare invece idee di complementarietà nel social shopping, in cui ad esempio riservare al lancio di nuovi prodotti o offerte dedicate il canale social network e massimizzare la dimensione social della piattaforma di e-commerce, non escluderei però una soluzione “low cost” di social commerce per le PMI che non hanno la possibilità o la forza di gestire una piattaforma.. questo discorso in qualche modo presenta anche Facebook come “sostitutivo del SEO” nella ricerca della vendita di un prodotto, visto che si vanno a intercettare persone “che sono già la” anziché cercare chi va cercando un prodotto.. ma non so se questo ultimo concetto sia ancora un pò acerbo o estremo… staremo a vedere

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