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Abbiamo recentemente avuto la possibilità di supportare la Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova nel proprio approccio ai media sociali, l’occasione è interessante per saperne di più sulle scuole di eccellenza in Italia, abbiamo chiesto al Prof. Cesare Barbieri, direttore, di raccontarci qualcosa in più sull’eccellenza italiana nella formazione, godetevi la nostra intervista!

Buongiorno Prof. Barbieri, in una situazione congiunturale così complicata per l’Italia ma non solo, la formazione di eccellenza può rappresentare un investimento personale e nazionale lungimirante per uscire dalla crisi e costruire un futuro solido?

Sono convinto che la nostra Nazione, e in essa il Veneto, possa uscire da una crisi mondiale in cui stanno mutando velocemente equilibri e protagonisti solo investendo fortemente sui giovani. E’ necessario dunque dare ai più dotati le migliori opportunità. Sono anche sicuro che gli allievi della Scuola Galileiana avranno un effetto trainante su un numero di giovani ben più ampio di quello che noi possiamo formare direttamente. Di questa necessità si è ben resa conto la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, a fianco della Scuola Galileiana sin dalla sua fondazione nel 2004. Ho forti segnali che altre realtà economiche e produttive del nostro territorio siano pronte a sostenere in futuro questo grande sforzo del nostro Ateneo.

La Scuola Galieliana in poche righe, ci racconta la Struttura che Lei Dirige? Quali sono le peculiarità?

Al momento la Scuola Galileiana è divisa in due classi, quella di Scienze Morali e quella di Scienze Naturali, sull’esempio della Scuola Normale di Pisa. Ciascuna classe è affidata a un coordinatore con provata esperienza di ricerca scientifica e capacità didattica e formativa. I coordinatori sono costantemente in contatto con i giovani, sia direttamente che tramite ‘tutori galileiani’, che tipicamente sono giovani ricercatori che spendono una considerevole frazione del loro tempo guidando gli studenti sia per superare gli esami che per impostare la tesi di laurea magistrale e poi la tesi galileiana finale. Credo che proprio questa attiva presenza di ‘tutori galileani’ costituisca una delle peculiarità più apprezzate della nostra Scuola.

Un approccio allo studio impegnativo, integrato con un sistema di supporto degli studenti globale, si può parlare di “metodo Galileiano”? Quali sono i vantaggi di questa organizzazione dei lavori?

Certamente rimanere nella Scuola per 5 anni richiede un impegno continuativo e superiore a quello di uno studente medio. Tuttavia l’impegno richiesto non si limita allo studio finalizzato al superamento degli esami, ma anzi spazia su varie discipline tramite seminari di altissimo livello cui gli studenti devono partecipare. Ma rimane loro il tempo per attività musicali e sportive. In altre parole, alla fine della Scuola, gli studenti avranno acquisito una formazione interdisciplinare che contribuirà a farne dei ‘cittadini del mondo’ di grandi capacità professionali e apertura mentale. Una sicura riprova di queste affermazioni è stata la costituzione della Associazioni degli Alumni, cioè degli ex-allievi, una associazione che già ha promosso valide iniziative culturali, che crescerà nel tempo e sarà in grado di apportare a tutto l’Ateneo un patrimonio di esperienze e risorse.

In questo periodo le business school e i campus universitari sembrano essere quasi una moda, cosa fa la differenza in uno spazio come la Scuola Galileiana che da anni persegue questo modello? Sentite il piacevole peso delle istituzioni che supportano la Scuola? State già ricevendo molte domande di partecipazione alle selezioni?

Mi pare di poter affermare che gli studenti galileiani vivano con grande serenità i loro 5 anni. Non mi risultano problemi di stress psicologico e fisico che invece si riscontrano in altre scuole di eccellenza. Sicuramente merito dell’Ateneo ma anche più in generale della città e del territorio tutto. La metà degli studenti provengono da fuori regione, c’è un rappresentante per ogni regione italiana e auspico che presto si possa avere anche qualche studente straniero. Oggi, come nei secoli passati, l’Ateneo patavino e Padova, con i suoi monumenti, la sua storia ma anche con le risorse culturali e scientifiche, esercita una forte attrattiva in tutto il mondo. Riceviamo quindi un numero di domande che supera di 10 – 15 volte le nostre capacità di assorbimento, e vorrei dire che questo alto numero non è solo ‘merito’ della scuola ma appunto di tutto l’ambiente che la circonda.

Chi è lo studente tipo della Scuola Galileiana? E cosa può attendersi in un futuro da Galileiano? Siete ancora in contatto con i vostri Alumni?
Non credo esista uno ‘studente tipo’. Intanto la percentuale di maschi e femmine è più o meno identica. Poi gli studenti spaziano praticamente su tutti i corsi di studio dell’Ateneo, da Medicina a Filosofia a Matematica a Lettere e così via, e chiaramente ognuno entra con le propria storia e la propria mentalità. Nè vorrei che all’uscita fossero tutti uguali, l’idea di uno studente, o ex-studente, ‘tipo’ non mi piace proprio. Mi interessa solo che ognuno abbia avuto l’opportunità di sviluppare le proprie intrinseche capacità. All’uscita dalla Scuola ognuno segue strade diverse, dal mondo della ricerca accademica a quello del lavoro. L’Associazione degli Alumni ci aiuta costantemente a mantenere i rapporti con gli ex-alumni, e in conclusione forse è questa la mia richiesta agli studenti, di mantenere un forte spirito di corpo che li tenga uniti al di là delle particolari vicende personali.

Perché la Scuola Galileiana ha deciso di aprirsi ad Internet e ai Social Network con un progetto di comunicazione?

Bisogna aprirsi il più possibile ai mezzi che le odierne comunicazioni ci mettono a disposizione. Internet è ormai un indispensabile strumento di lavoro e di aggiornamento, offre straordinarie possibilità in continua evoluzione. Su internet si trovano i cosiddetti ‘social network’ di cui approfittano oramai tutte le Università, Enti di ricerca e formazione, autorità politiche. Abbiamo dunque deciso di entrare anche noi in questo vastissimo mondo, consci delle straordinarie potenzialità comunicative ma anche del grande impegno di controllo e aggiornamento richiesto da questa decisione. Dunque si è avviato questo progetto pilota, che contiamo di verificare entro pochi mesi in modo da meglio organizzarci per il futuro.

Un social in bocca al lupo alla Scuola Galileiana! E già che ci siete.. passate da Facebook, Twitter o Linkedin!

Serve anche a te? Pensi che la tua azienda ne abbia bisogno?
 

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