Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Facebook ha un problema che sembrerebbe un vantaggio in teoria, ma non lo è nella pratica: ha troppi clienti.
Non ci sono dubbi sul fatto che le più importanti imprese vogliano essere su Facebook e gli esempi non mancano, ma al momento Facebook manca di un’infrastruttura adatta a soddisfare tutta la domanda.
Questa mancanza costituisce un’opportunità per circa venti agenzie che lavorano come intermediarie per il mercato degli annunci su Facebook.
Le agenzie si presentano come alternative o come supplemento allo strumento di amministrazione degli annunci Facebook.
Da quando l’istallazione è stata sviluppata pensando in piccoli o medi imprenditori, i marketers con budget multi millionari, spesso vanno direttamente dall’intermediario.

Perchè? In parte perche’ Facebook offre tantissime variabili, ci sono migliaia di modi per dividere e segmentare gli annunci per dimensione e tema, ma anche per connotazioni demografiche e psicografiche.
Le agenzie esterne offrono un’opportunità per gli inserzionisti di massimizzare i loro acquisti, esse infatti hanno la possibilità di sperimentare diversi tipi di annuncio e target per vedere quali funzionano meglio.

Esistono poi altri fattori: per esempio, la cecità risetto ad un annuncio che lo spettatore oppone dopo aver visto innumerevoli volte lo stesso ad, oppure la possibilità di tracciare delle analisi.
Facebook fornisce una certa tracciabilità, ma gli inserzionisti potrebbero aver bisogno di un’analisi più approfondita.
Ad esempio, Facebook utilizzava un tool che registrava le pagine visitate, gli acquisti e le altre attività svolte dal consumatore dopo aver visto l’annuncio su Facebook, ma la compagnia ha messo fine a questo servizio lo scorso Settembre.
Quindi, se chi si occupa di marketing vuole avere un’idea dell’efficacia dell’annuncio su Facebook, deve rivolgersi a qualcun altro.

Facebook ha aperto per la prima volta la sua API di advertising alle agenzie esterne nel 2009, quando la compagnia pensò seriamente di sfruttare la prorpia enorme base di utenti per la pubblicità.
La strategia non risulta inusuale.
Anche Google e Yahoo si appoggiano a delle agenzie che semplificano l’acquisto di annunci attraverso i loro networks. Infatti il recente acquisto di Google ( costato 400 milioni di dollari) di Admeld, è stato disegnato per semplificare un processo che Google definisce, sul proprio blog, come “inefficente e complicato intorpidimento mentale” .
La differenza nel caso di Facebook è che la compagnia ha lanciato il proprio programma di advertising sul serio nel momento in cui è divenuto la più importante proprietà sul web.

Non c’e’ da stupirsi che le 22 compagnie che adesso hanno accesso alla Api Facebook si trovano in una posizione ambita e devono aderire rigidamente agli standards di Facebook. Quelle che non sono state tagliate fuori dalla lista, in fondo lo saranno solo per poco. Dave Williams, CEO di Blinq Media, uno dei primi soci API, afferma che alcune delle agenzie tagliate fuori dalla lista erano agenzie di ricerca di annunci che non si addattavano al modello di Facebook “ Queste agenzie guardavano al click throughs e al ROI” dice Williams “Ma su Facebook, tutto è basato solo sul coinvolgimento”.

Mentre questo coinvolgimento assicura un alto livello di qualità, la maggior parte degli uomini di marketing sono senza dubbio frustrati dal sapere che parte della loro spesa in annunci pubblicitari va a due intermediari, le compagnie delle API Facebook spesso fanno affari con le agenzie pubblicitarie piuttosto che direttamente con i propri clienti.
Nonostante ciò, il rappresentante Facebook, afferma che questa apparente inefficienza viene equilibrata dal fatto che le agenzie API sono molto abili nel massimizzare gli acquisti di annunci pubblicitari. Mentre non se la sente di escludere che Facebook potrebbe assumere un maggiore controllo di questo processo in futuro, al momento questa soluzione sembrerebbe funzionare.

L’immagine è stata presa da questa pagina .

Commenti