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Dai risultati di una ricerca, svolta da Affluence Collaborative e pubblicata da Emarketer, emerge sempre di più la necessità per i brands di avvicinarsi al proprio cliente con approccio sinergico rispetto alle sue idee e ai suoi valori, piuttosto che attraverso evanescenti e nebulose azioni mediate da coupon o sconti che attraggono solo sul momento il cliente.

Alcuni dati emersi dalla ricerca dimostrano che:

La popolazione che segue sui social networks i brands ai fini di ottenere uno sconto raggiunge il 44,3% (contro il 36,9% che segue la pagina social solo per amore della marca e per volontà di seguirne le novità), ma nel momento dell’acquisto (nel 52,3% dei casi ) sono i veri fans del brand coloro convertono la loro attenzione in un acquisto superiore ai 500$.

I followers dei grandi brands preferiscono condividere le ultime novità della loro marca preferita su Facebook, piuttosto che su altri social networks. Questa tendenza rivela l’esplicita volontà di costruire la propria identità virtuale anche tramite le proprie scelte d’acquisto, proprio come accade nella vita reale. Postare un aggiornamento da un brand noto sulla propria pagina Facebook è equivalente a comprare un capo di abbigliamento perché corrisponde ad un certo status sociale e oltre tutto risulta meno “impegnativo” (visto che nella realtà virtuale un post non compromette il portafogli al pari del doversi comprare borsette di Louis Vuitton).

In conclusione, il brand deve quindi personificarsi, divenire un modello a cui ispirarsi, in cui trovare una relazionalità con gli altri fan e grazie al quale determinare il proprio identikit sociale .
Dei 200 top brands che hanno una pagina Facebook, solamente un terzo presenta la propria pagina social indicizzata tra i primi 20 risultati in Google. Il SEO rivendica la propria importanza, facendo la differenza tra quei brands che “coltivano” la propria presenza sui social e quei brands che dimostrano una scarsa attenzione nella scelta di url, keywords e link.

Alcune regole di base, come recita l’articolo “How SEO friendly are your Social Media Pages?”, per rendere la propria pagina social indicizzabile sono:

Disporre di un url breve per la propria pagina di Facebook, un url coerente con la propria marca
Un esempio di un url “corretto” potrebbe essere quello usato da Nivea

Ottimizzare una breve descrizione della propria azienda

Creare link in entrata (link building) tramite il proprio sito internet o blog o qualunque altra piattaforma su cui sia presente il proprio brand online

Per Twitter le regole rimangono le stesse, la presenza di keyword e hashtags risulta fondamentale e rendere le proprie pagine social “SEO friendly” risulta una scelta capace di fare la differenza tra un risultato soddisfacente e una presenza mediocre.

Che valore avrebbe per un brand una pagina social non ben indicizzata e difficile da trovare? Se la natura stessa del social network permette alle aziende di arrivare più “vicino” al proprio cliente perché sprecare energia e risorse per qualcosa che non abbia un ritorno in termini di immagine, fidelizzazione e denaro?…Anche i grandi brand sbagliano a volte…

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