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Il suo account Twitter è @ReallyVirtual ma in realtà lui è Sohaib Athar, di mestiere fa il consulente IT, e dopo l’uccisione di Osama Bin Laden si è aggiudicato il primo posto come utente che ha twittato al mondo intero la notizia.

Quella sera Twitter ha registrato un intenso traffico di tweet, di preciso 4mila tweet per secondo, un record vero e proprio; lo stesso dicasi per l’account di @ReallyVirtual altrettanto “intasato” di Follower.
Twittare inconsapevolmente la morte del proprio vicino di casa non è una cosa da poco… ebbene sì Sohaib Athar era del tutto inconsapevole di essere il vicino di casa del nemico numero 1 del mondo intero.
Helicopter hovering above Abbottabad at 1AM (is a rare event)” Questo è il primo Tweet che si è letto sul suo Profilo, il resto è stato un susseguirsi di meticolosi aggiornamenti.

Stavolta non è un semplice riferimento a un telegiornale o ad una testata giornalistica alla quale dobbiamo fare riferimento per una notizia così importante, ma è Twitter, segno inconfondibile che qualcosa sta cambiando?
Ognuno di noi si sarebbe aspettato questa notizia dalla CNN, sempre aggiornatissima su ogni avvenimento e invece no: stavolta si lascia spazio a Twitter
La storia di Sohaib è un chiaro esempio di Citizen Journalism, anzi di twitter journalism e ancora di più una vera e propria forma di giornalismo che definirei Bottom – Up.
Con Twitter di sicuro assistiamo a un capovolgimento dunque dell’informazione vero e proprio; non saremo più costretti a leggere articoli lunghi e a volte anche noiosi, ma in 140 caratteri si riuscirà di sicuro a raccontare una storia, un avvenimento, una notizia.

Una cosa è certo, la notizia della morte di Bin Laden non ha provocato il collasso della rete e del social network segno questo che la Rete ha saputo reggere all’overload informativo.

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