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In un momento in cui tutto è considerato marketing e l’abilità di ogni impresa consiste nella capacità di trasmettere significati più o meno veritieri sperando che nessuno mai se ne possa rendere conto, sono ancora pochi invece quelli che credono, che, prima o poi, tutti i nodi verranno al pettine. Le aziende, infatti, stanno attente ai prodotti, ai competitor, alla veridicità delle informazioni fornite, adottano strategie di corporate responsibility perché i consumatori capiscano che non solo il loro prodotto è valido, ma tutta l’impresa opera per creare un maggior valore. Ma trasmettono questo messaggio veramente a tutti gli stakeholder aziendali?
Forse, a volte, si dimenticano di quelli più importanti, quelli che capiscono immediatamente quando la strategia “esterna” non è coerente con quella “interna”.

Sopo è un portale che dà la possibilità ai lavoratori di esprimere la propria idea, in un ambiente neutrale come quello della rete. E’ un social network in cui gli utenti possono esprimere la loro opinione sulle imprese, intese come ambiente lavorativo e che le classifica attraverso un sistema di rating efficace e chiaro. Vorrei chiarire: non si tratta di una piattaforma in cui gli utenti si lamentano delle rispettive posizioni lavorative, rappresenta invece uno strumento di reputazione delle aziende ed il punto di riferimento per chi vuole avere informazioni su una determinata impresa prima dell’assunzione.

Attente aziende, perché se è vero che gli HR manager possono controllare su Facebook i potenziali neo assunti, anche i lavoratori hanno punteggi e classifiche da prendere in considerazione prima di occupare posizioni lavorative interessanti. E in un’epoca in cui i social media influenzano le opinioni di tutto e tutti, chi può garantire che i consumatori ne siano esclusi o che non nasca un nuovo portale in cui si confrontano le performance sui prodotti e sull’azienda stessa?

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