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Mettiamo un caldissimo sabato pomeriggio a ridosso di Ferragosto, la tranquillità data dall’aria di vacanza e la disponibilità ad ascoltare proposte che si definiscono vantaggiose.
Ecco, questi sono gli ingredienti che hanno fatto accettare alla mia famiglia un incontro con un’amica di vecchia data e un suo collega che telefonicamente ci hanno pregato di fissare un incontro di circa mezzora per illustrarci fantastiche occasioni.
Il sabato pomeriggio arriva e anche questi due signori, uomo e donna (la quale guarda furtivamente ogni angolo della casa) e inizia un’amabile chiacchierata incentrata sul fatto che le piccole medie imprese sono destinate a morire, che fanno soldi solo le strutture organizzate alla McDonald e che comunque la gente è abituata a vivere nel pattume e nella mediocrità avendo paura di fare il salto che porta al successo.

Questo salto (ho avuto modo di scoprirlo ben avanti nella chiacchierata) era dato dal lavorare come agenti per questa consolidatissima realtà presente nel mercato da 50 anni. Opportunità che permette di “coprirvi il mutuo, pagarvi le vacanze, togliervi qualche necessità, appendendo pure la laurea al chiodo” (viva la discrezione!). Alla mia domanda “ma questa è una vendita piramidale?” la risposta è stata “hai sbagliato termine, è una cascata rovesciata, perché guadagni in base al fatturato”. A ciò è seguita una vivace disquisizione sui venditori (porta a porta), sull’adeguatezza caratteriale di invischiare parenti e amici su questa cosa, e sul significato sociale del consumo.

Dopo un ora e mezza, pur avendo dato chiari segnali di disagio, i venditori-amici non avevano ancora tirato fuori i prodotti. Con un po’ di pressione la signora va a prendere la valigetta e inizia a insinuare che mia madre ha le rughe, ha le macchie sulla pelle, non sa gestire la sua persona e parte con domande del tipo “ma cosa mangiate?”, “non fa niente per essere femminile?” (per la cronaca mia madre è obiettivamente una bella signora..a differenza della venditrice..) e poi verso di me “per te ci sono anche gli integratori per dimagrire” (sempre per la cronaca peso 53 kg per 169 cm).
Capirete, la voglia di mandarli fuori a calci era davvero molta.

Possibile che un’azienda come questa creda nella vendita così pressante? Possibile che non abbia insegnato che le domande strettamente personali sono le ultime da fare? Perché questi signori molto semplicemente non entrano spiegando che sono venditori per catalogo e che offrono l’opportunità di entrare nel loro gruppo senza tanti misteri, senza cadere nel personale e senza dar tregua ad una famiglia per 2 ore?
Peccato non abbiano considerato l’effetto virale del disagio da loro creato!

Nota: Per decenza evitiamo di nominare l’azienda in questione, siamo certi che Ilaria non farà mancare il passaparola..

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