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Quando pensiamo al Made in Italy il collegamento va a realtà medio piccole, eccellenti nelle loro attività produttive ma spesso poco evolute nella struttura aziendale e nella rete relazionale, la sfida però oggi si basa sempre di più sulla capacità di far sistema ed approcciare a progetti di grandi dimensioni.

Con il termine contract, o “forniture di grandi opere”, si intende l’approccio all’ideazione del design di alberghi, navi, complessi residenziali, musei, cinema e teatri, un tema di attualità se si pensa che nei prossimi dieci anni, soprattutto grazie all’assegnazione dell’Expo 2015, Milano avrà il più alto numero di cantieri aperti in Europa.
Le grandi commesse hanno un mercato vastissimo e una rilevante ricaduta sull’economia: Londra e Mosca sono le capitali ma sono strettamente rincorse da Hong Kong, dalle aree metropolitane della Cina, dagli Emirati Arabi, dal Giappone e dai paesi dell’ex blocco sovietico.

Importante prendere coscienza che in questo settore l’Italia potrebbe essere in grado di giocare un ruolo da protagonista, soprattutto per quanto riguarda la fascia alta di mercato visto che la più bassa è ormai, come sappiamo, terreno incontrastato dei lavoratori cinesi che se la giocano sul prezzo.
Roberto Moroso, ad di Moroso spa e referente designato della giunta di Federlegno-Arredo per il rilancio del Progetto Contract, che gode del supporto del Ministero per il commercio estero, sottolinea il fatto che l’Italia è leader mondiale delle forniture dove vengono richieste qualità, facilità nel risolvere i problemi e professionalità; detentrice quindi di una leadership di prodotto e soprattutto di una capacità unica di sviluppare progetti se coadiuvata da strutture solide e personale competente .

Ancora una volta ritorna la centralità del “fare squadra”, di mettere a sistema competenze uniche ma nella loro unicità troppo specializzate per non agire in sinergia. Presentandoci come gruppo, come il Made in Italy insieme di capacità precise ed originali, sarà più facile aggiudicarci commesse mondiali in grado di legittimare e dare largo respiro anche alle nostre PMI non sempre strutturate e lontane dalle logiche dalle grandi opere.
Pochissime infatti le aziende in grado di fornire tutto l’arredo di un grande progetto come un albergo o un complesso residenziale “chiavi in mano”: anche se spiccano talenti in parziali aspetti, manca la cultura del project manager in grado di armonizzare la regia complessiva dell’opera.

Molta formazione e informazione quindi, per far crescere nuove figure professionali che pur nascendo nelle botteghe, pur coltivando spirito artigiano, sappiano interfacciarsi con molteplici soggetti e parlare linguaggi differenti.
Qualche eccellenza positiva però non manca: penso ai grandi armatori che si rivolgono solo al “sistema Italia” per portare a termine le navi più prestigiose eil fatto che il nostro bel Paese è stato in grado di fornire le moto Guzzi alla polizia americana, patria dell’Harley Davidson!

Fonti:
www.icdi.it
ATcasa

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