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Newspapers are dying, networks are dying, and if teenage boys playing GTA 4 and World of Warcraft have any say about it, so is television. More than 200 million people now belong to just two social networks: MySpace and Facebook. And there are more than 80 million videos on YouTube, all put there by the same individual initiative.

The most compelling statistic of all? Half of all new college graduates now believe that self-employment is more secure than a full-time job. Today, 80% of the colleges and universities in the U.S. now offer courses on entrepreneurship; 60% of Gen Y business owners consider themselves to be serial entrepreneurs, according to Inc. magazine. Tellingly, 18 to 24-year-olds are starting companies at a faster rate than 35 to 44-year-olds. And 70% of today’s high schoolers intend to start their own companies, according to a Gallup poll.

Queste parole sono di Michael Malone, Wall Street Journal on line. Nel suo articolo “the next american frontier” Malone prova ad andare un pò oltre le classiche frasi fatte e individua nel nuovo sistema economico americano un’identità diversa: il personal branding

Viviamo un’esistenza connessa, le aziende sono virtualizzate e le tecnologie pervasive, siamo ancora sicuri che il posto di lavoro classico sia quello che vogliamo / cerchiamo, ciò di cui abbiamo bisogno? Malone sostiene che oggi l’impresa è personale, bypassa il problema che molti ci poniamo legato all’assenza di confini tra lavoro e vita privata (chi non legge la mail nel week end? Chi spegnerà il blackberry sotto l’ombrellone?). Pandemia, il cui post ha ispitato questo articolo, rimanda ad un approfondimento di twistimage e pone una domanda: Malone è un visionario o anche in Italia tutto questo è vero? Io credo che l’Italia abbia le carte in regola per essere un leader in questa nuova imprenditoria della creatività, è imbarazzante il fatto che il nostro paese è un pò – visto che siamo in tema di europei – come Cassano: talento innato (creatività) ma nessuna regola di crescita e sviluppo, in veneto diciamo “ki ke ga pan no ga denti” (chi ha pane non ha denti). Freedom è la parola che usa Malone per descrivere la scelta di quei 18-24enni che decidono di fare impresa, ed è proprio su questa parola che vorrei rilanciare: fare impresa può essere libertà? Personalmente apprezzo la possibilità di poter giocare a tennis alle 4 del pomeriggio bilanciata da 3 ore di lavoro notturne ma non so se questo si possa chiamare libertà, di contro però non so nemmeno se libertà sia la storia del rasta che Alberto di Stefano racconta nel suo “il giro del mondo in barcastop“.

A proposito di impresa, se avete idee brillanti è forse il caso di fare un giro a Roma, qualcosa si muove? Credo che il tema del personal branding meriti un approfondimento reale, voi come la vedete?

Fonte: pandemia

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