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premessa: state per leggere un post un pò strano a causa delle scarse conoscenze in materia dell’autore che però guidato dall’intuizione ha deciso di provarci ugualmente

I fratelli Bogdanov hanno scritto un bel libro intitolato “prima del Big Bang”, questo testo affascina perchè prova a varcare una soglia (quella del muro di Planck) che pochi hanno indagato, inserendo per di più in questa complessa teoria anche il mistero della creazione. Tutto ruota attorno al concetto di tempo immaginario e quinta dimensione, spiegato mettendo da parte la fisica per aderire ad un nuovo credo: l’informazione.

Secondo gli autori al t=0 dell’universo (che si colloca prima del Big Bang) l’universo stesso era informazione, niente energia ma solo informazione. Un concetto che si inserisce prepotentemente quando si parla di informazione è quello dell’entropia, in parole povere (che sono le uniche di cui dispongo in questo caso) si tratta del livello di disordine all’interno di un sistema. Il termine entropia a mio avviso (e non sono l’unico) ben si adatta al web, quello che è infatti interessante capire è se all’aumentare dell’informazione sul web l’entropia aumenta o diminuisce. Anche se la matematica ha una risposta, gli spunti che nascono osservando il web non vanno tutti nella stessa direzione, numerosi siti e portali nascono come aggregatori, semplificatori e riduttori di entropia, google su tutti. Questi operatori dell’ordine devono però affrontare il sempre maggior livello di informazione immessa nel sistema (ogni singolo post di ogni singolo blog) ma soprattutto devono fare i conti con il concetto di rilevanza. Se ordinare sulla base di caratteristiche oggettive (peso di una pagina, numero di righe, matching con la chiave di ricerca) non sembra infatti impossibile, è quel concetto di database delle intenzioni teorizzato da John Battelle che si pone come sfida per gli operatori internet, quello che però resta come dubbio (e diviene domanda per gli economisti della conoscenza) è se il futuro del web si configura come ordinato e preciso o se l’overload informativo “pomperà” più entropia che informazione utile.

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