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Giorgio:“Ah signora.. siamo sempre a dieta qui..”
Fisioterapista:“eh già..fanno un profumo queste brioche..a volte però si esagera…”
Giorgio:“Si è vero.. io le vedo in palestra queste ragazze..sembrano secche..”
Fisioterapista:“Sai..secondo me la colpa è delle farmacie.. ieri ho visto il bancone..sembra un supermercato..”

Questo dialogo è fresco di stamattina e mi ha convinto a tornare su un argomento che non mi ha mai lasciato insensibile.. tralasciando i 124.000 risultati di Google per la chiave “marketing farmaceutico” mi sembra interessante notare l’evoluzione di questi luoghi che mutano allontanandosi sempre più da “braccio destro del dottore” ed avvicinandosi a “braccio destro delle case farmaceutiche nonchè aziende in piena regola”. Passi che in farmacia vendano prodotti dimagranti e solari.. stiamo però esagerando quando leggo nella mia città “qui si eseguono acconciature da sposa” (!) e stiamo esagerando per un motivo molto semplice: le farmacie godono di una legittimazione che automaticamente viene trasferita al prodotto. Il canale farmaceutico è infatti sinonimo di “sano, sicuro, medicale”, oggi invece in farmacia si trova di tutto e questa differenza non è a mio avviso sottolineata con la giusta forza, ci si trova quindi a credere di acquistare un medicinale quando in realtà si compra un preparato che al supermercato suonerebbe come un prodotto poco sicuro ma acuista in farmacia nuovo ruolo e identità.
Io credo che ad oggi le farmacie supermarket andrebbero riviste per due motivi
– sicurezza del cittadino
– concorrenza poco leale (una profumeria non gode degli stessi privilegi non potendo vendere farmaci, avviene invece il contrario, questa nuova politica danneggia operatori cosmetici e affini

Voi che ne dite?

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