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Qualche anno fa Baudrillard ha scritto che l’arte di oggi ha perso il potere di illudere. Guardandoci intorno è facile dar ragione a tale affermazione: l’alte indaga sentimenti negativi, rivela ansie umane e desideri profondi ma il potere illusorio sembra venuto meno. C’è però qualcosa che ha fatto dell’illusione la sua linfa vitale.
Da recenti studi pare infatti che la sospensione dell’incredulità in Second Life sia superiore a quella del cinema: alla quarta ora di visione del proprio film preferito probabilmente la poltrona comincia ad essere scomoda e magari si ha voglia di uscire a prendere aria, la percezione del tempo come gestori del proprio avatar sembra invece scomparire.
Magari questo quindi può essere il terreno d’elezione della nuova arte.Come mai? Pensiamo alle macroaree coinvolte:

SPAZIO : La rappresentazione del mondo in forma virtuale è quasi interamente basata sulla copia di quello esterno, sia esso fisico o immaginario, uno spazio-mondo che si può definire teatro. Così si possono ipotizzare situazioni in contesti poco opportuni. Gazira Babeli, avatar code performer, racconta che da quando è nata (31.3.06) ha cercato di individuare il limite oltre il quale la sua immaginazione diventava poco gradita all’immaginazione altrui e per questo si impegna in numerosi esperimenti che chiama code performances. Insomma crea “terremoti” culturali in luoghi non adibiti a situazioni artistiche.
GRUPPO : L’antropologia ci fa dire che non esiste arte se intorno non c’è una tribù che la condivide come tale. Una comunità la deve usare per poter “sognare qualcosa”. In Dicembre dello scorso anno il neonato gruppo di performer Second Front, formato da artisti nord americani, chiese all’avatar Gazira Babeli, di agire con loro, e così il gruppo si presentò vestito il stile “figlio dei fiori” in un area di Second Life riservata a guerre e combattimenti, offrendo a personaggi dall’aspetto infernale segni di pace e LSD.
Ci sono però zone di SL deliberatamente adibite a performances artistiche: una comunità sorta spontaneamente, Odyssey, per esempio, continua a ospitare il contesto culturale e geografico più aperto ed eterogeneo di tutto SL. Qui Gazira ha costruito un deserto scultura diventato poi il set del suo film, ha inaugurato una mostra retrospettiva con tanto di galleria, opere e vero pubblico internazionale.

IDENTITA’: Durante i primi giorni, l’avatar scopre di avere un aspetto bruttino e ordinario. Si vergogna, sta cominciando a rivendicare un identità a cui SL risponde in modo pressoché infinito. In questa fase si determina una scelta significativa: se si è un commercialista stimato nella vita reale, si può decidere di importare la stessa stima nella vita virtuale ma limitata a quel “pezzetto di mondo” virtuale della professione. Altrimenti sarà l’avatar a decidere della propria prima vita in base a qual che gli succede nel suo mondo. A questo punto la confusione identitaria direi che è sufficiente come fonte di ispirazioni per almeno tre carriere artistiche.

ILLUSIONI : Parlare d’arte su SL può risultare quasi imbarazzante, se si prova però a descrivere con una lista di frasi o concetti lo spazio o le esperienze di questo mondo incredibilmente scopriremo che la stessa lista di definizioni la usiamo comunemente per designare lo spazio artistico reale. Illusione, simulazione, forma, costruzione rappresentazione, sospensione dell’incredulità, virtualità, meta-qualcosa, inter-qialcosaltro… Poco importano le nostre differenze di modelli di gusti culturali, il risultato non cambia: la stessa chiave tende ad aprire entrambe le serrature. E SL sembra ancora più vicino alla vita reale anche se il fenomeno al momento sembra imploso e non se ne parla più come qualche mese fa…

Fonte: www.gazirababeli.com/
Ventiquattro

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