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Stupiscono i risultati di una ricerca condotta da Human Highway per Contact Lab, ovvero la divisione di digital direct marketing di Tomato Interactive, che si occupa di progetti mirati di marketing e comunicazione e-mail e mobile based e guidata dall’ad Massimo Fubini. E’ emerso infatti che l’e-mail marketing, oltre ad essere uno strumento molto diffuso, è anche uno strumento piuttosto efficace, perché è apprezzato dagli utenti della rete.
I dati parlano chiaro: l’80% dei navigatori internet italiani è iscritto ad almeno 3 diverse newsletter, mentre in media le newsletter ricevute sono 6 per ogni utente. Un 5% di utenti addirittura ne riceve dalle 15 alle 20.

Qualsiasi dubbio su questa ricerca è fugato dal campione utilizzato: 19,1 milioni di italiani, di età superiore ai 15 anni, che usano internet almeno una volta a settimana. Il segmento di popolazione coperto è assai interessante per le sue caratteristiche peculiari: il 58% è composto da uomini, il 42% da donne; è un segmento giovane, con ben il 75% di persone al di sotto dei 45 anni, sostanzialmente urbano (il 36% abita in città con popolazione superiore al milione di abitanti) e senz’altro istruito (un elevatissimo 83% può contare su un diploma o su una laurea). Infine, il 73% del campione analizzato si connette ad internet almeno una volta al giorno.

Leggendo questi dati provo a fare un conto delle newsletter che personalmente ricevo. Mi vengono già in mente 9 mittenti: il mio gestore di telefonia mobile; una nota marca di impianti stereo; un importante attore attivo nel settore dell’editoria; una community online, una software house; un bookmaker; la società sportiva a cui sono iscritto. A questi si aggiungono una newsletter con contenuti relativi a comicità e intrattenimento e una da un famoso gestore di aste sul web. Che dire…sono anche sopra la media italiana e probabilmente non ho fatto un conto così accurato e preciso.

Altro dato importante, i contenuti delle newsletter. Sono cinque le categorie che prevalgono sulle altre, con percentuali fra il 44% e il 47%: viaggi/turismo, telefonia, informazione, e-commerce, community online.
Facendo un confronto con il mio caso concreto, l’unica categoria sulla quale non ricevo informazioni è viaggi/turismo.

Un altro elemento mi colpisce: se l’atteggiamento prevalente di fronte alle e-mail non desiderate è cancellarle senza nemmeno aprirle, più “rispettoso” è l’atteggiamento di fronte alla newsletter che non si vuole più ricevere: si fa “unsubscribe” e si chiede la cancellazione. Solo un’esigua minoranza, appena il 5% del popolo internet, non è iscritto a nessuna mailing list /newsletter, e non lo fa per ignoranza, ma al contrario perché non ne sente la necessità (29%) o è infastidito dal riceverle (31%).

E voi, vi rivedete in questi risultati? Qual è il vostro rapporto con le newsletter o mailing list?

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