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Comprare un televisore non è cosa da poco. Mi piace sempre documentare le esperienze di marketing che vivo in prima persona perchè riesco a coglierne, anche se soggettivamente, sfumature interessanti. L’acquisto di un televisore di qualità ma comunque medio di gamma è un momento che impegna necessariamente tutta la famiglia, nel mio caso Papà e Mamma per design e budget ed il sottoscritto per la componentistica. Un oggetto il cui acquisto è frutto di una mediazione tra varie esigenze comporta diverse missioni prima della scelta, oserei dire:

fase informativa: internet + giornali + punto vendita, comprende vari giri e leggere discussioni col personale e permette di comprendere le differenze tra 50 e 100 herz, tra un HD full e un HD ready e tra un lcd e un plasma. Affinando la tecnica si comprende che Samsung ha un audio peggiore di Philips ma un pannello dello stesso livello, che Pioneer è ottima per i plasma ma che il rischio di impressionamento è elevato se si guardano le foto e poi..e poi c’è Loewe! (Ne parlo tra poco)

rinforzo: il budget era nel nostro caso dai 1.000 ai 1.500 euro per un televisore non piccolo (37″-40″-42″), presa questa decisione comincia la guerra del sottocosto e del volantino, mai come nei televisori però l’abilità del venditori sta nello step-up-selling (termine coniato da me) che consiste nel convicere a passare da 1.399 a 1.599 per un nuovo modello con tecnologia abilitante per i prossimi 1.000 anni.. In questa fase si stringe tra poche offerte e si comincia a pensare non “al televisore” ma “a quel televisore in vendita da”

acquisto: nella fase di acquisto intervengono più che altrove fattori laterali come lo sfinimento (mal di testa da iperscelta) e l’occazione, ieri nel mio caso erano in programma due centri commerciali, abbiamo acquistato al primo un prodotto non in offerta di una marca che non avevamo considerato in precedenza. Un Philips da 1.399 euro che offre un più che degno rapporto qualità-prezzo.

Allo stesso prezzo la mia ragazza ha comprato un Loewe da 10″ in meno. Come giustificare una tale differenza? La parola chiave è elettronica, a quanto ho capito tutti quegli interventi robotico-automatici che la televisione effettua per migliorare il segnale (annullamento distorsioni, ottimizzazione colori), il modello che si vede in foto in questo post costa ad esempio 5.000 euro ed è un 42″. Scopro tra l’altro che gli stessi 5.000 euro non bastano per un Bang&Olufsen che è però un prodotto killer a livello di design ma contiene componentistiche esterne, roba da loft insomma.. E’ molto interessante il posizionamento di prezzo assolutamente fuori linea di Loewe che decide di penetrare nei centri commerciali e nelle grandi catene (dove difficilmente si trovano i citati Pioneer e Bang&Olufsen) mantenendo però un prezzo del 35-40% superiore alle normali tv in esposizione, e nonostante tutto vende! La bramosia che si genera ad esempio attorno alla serie connect (una tv wi-fi!) può convincere a mettere sul tavolo 500 euro in più (o a togliere dal tavolo 10″) per averla, personalmente ho scelto una buona tv con un’ottimo bilanciamento qualità-prestazioni-prezzo, certo che Loewe.. è Loewe!

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