Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook
3supercar3.jpg

Viaggiare con una Lamborghini Gallardo il prossimo weekend: 30 punti.
Portare gli amici per il ponte del primo maggio in uno Yacht “Itama Forty” lungo la costiera amalfitana: 100 punti al giorno.
Organizzare un party in una splendida villa a Saint Tropez, 790 punti.

No, non sto dando i numeri, sto parlando di cose concrete, i sogni hanno un prezzo, o meglio un punteggio.
Da un’idea di Riccardo Smith, già fondatore di Pony Express e di Travel On line, nasce nel 2005 il Circle club, un club prestigioso che permette ai suoi soci di affittare auto straordinarie, shalet in montagna, ville al mare, jet privati, elicotteri e persino opere d’arte.
Per diventare soci occorre presentare domanda al club. Passata la selezione (il numero di posti è limitato per garantire un servizio efficiente), si versa una quota associativa di 20000 euro. Dopo il pagamento si riceve una carta prepagata di 1000 punti, la quale permette di noleggiare una vasta gamma di beni di lusso con un prezzo (punteggio) diverso a seconda del giorno (weekend o infrasettimanale) o del periodo dell’anno.
Se si esauriscono i punti niente paura: basta ripagare la quota per poter tornare a “scorazzare” con un Aston Martin o se si prefersice con unaFerrari 612 Scaglietti.
Al di là del club, del quale molto si è scritto nei vari quotidiani nazionali ed internazionali, mi sembra interessante ragionare sul fenomeno del lusso come affitto.
Il concetto del possesso svilisce sensibilmente lasciando spazio a quello di esperienza, di uso e di godimento della “cosa”.
La proprietà incatena le persone alle incombenze quotidiane fatte di bolli da pagare, assicurazioni che scadono, gomme da cambiare, armadi pieni di vestiti sorpassati, fuori moda.
Racchiudere il fenomeno dell’affitto all’interno di quello della democratizzazione del lusso, del quale per altro si è scritto recentemente in questo blog (vedi articolo di Ilaria), credo sia però rischioso o quantomeno riduttivo: come sostiene il Los Angeles Times, “questo non è il caso dei poveri che cercano di diventare ricchi, ma dei ricchi che vogliono mostrare di essere ancora più ricchi”.
Al di là della componente di ostentazione mi sembra anche utile sottolineare l’aspetto funzionale: avere sempre l’auto nuova e senza dover occuparsi di fastidiose incombenze (assicurazioni, usura ecc) è sicuramente un aspetto da non sottovalutare.
Che senso ha possedere una macchina da 300000 euro quando ne posso usare 30 diverse con medesime prestazioni?
Con questa provocazione, e attendendo qualche vostro commento anche sull’aspetto etico del fenomeno, chiudo il mio post sperando che sia ancora una volta motivo di un interessante discussione.

Fonti: www.circleclub.it
Labels: Affitto, lusso, ostentazione,

Francesco Berri per marketingarena

Commenti