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Quando parlo di blog cito sempre con piacere il tentativo “corporate social responsibility: open for discussion” di mcdonald’s, uno spazio aperto che dimostra come l’azienda ha compreso (o comunica di aver compreso) che certe tematiche sono importanti e interessanti.

McDonald’s è uno di quesi casi in cui il brand è amato o odiato, basta una semplice ricerca su google per avere di ritorno i seguenti risultati, rispettivamente in prima e seconda posizione

1 – sito ufficiale, la più grande catena di fast food nel mondo

2 – tutto quello che non vogliono farti sapere

Mi ha fatto riflettere una discussione lanciata ieri sera dal programma televisivo customer oriented “mi manda rai tre” in cui una dipendente denunciava il comportamento poco etico dell’azienda nei propri confronti di fronte ad un infortunio sul lavoro. Ciò che mi ha stupito, non entrando nel merito della discussione, è stata l’assenza dell’azienda che si è fatta viva solo con un fax. Mi chiedo ora: ha senso avere un blog sulla responsabilità sociale e non presentarsi a parlare davanti a milioni di persone (vedendo quindi l’azienda alla gogna – mediatica – ) barricandosi dietro a procedure e silenzi?

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