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Giornata interessante oggi alla Venice International University presso l’isola di San Servolo dove il centro TEDIS di cui facciamo parte ha organizzato ed animato il NatCamp, una prova generale di barcamp sul tema della formazione.

Gli interventi sono stati tanti ed interessanti, divisi sostanzialmente in due grandi filoni

– evoluzione dell’apprendimento universitario e della figura dello studente
– apprendimento e nuove tecnologie

Nella prima tranche sono intervenuti diversi progetti studentesco-universitari-collaborativi come Unieconomia, RadioCàFoscari, COC Padova, ESP Community, Il macello di San Giobbe e Marketingarena (noi, si proprio noi! on top le slide delle nostre presentazioni) mentre il secondo intervento ha visto protagonisti Natascia di Formanova, Gianni Marconato, Raffaella Martelli e Gigi Cogo.
Diversi gli argomenti toccati (e live twitterati)in un clima conviviale ma con una scansione degli interventi pressante e con una buona cornice di pubblico, il tutto sapientemente gestito dal Prof. Vladi Finotto che ha fatto da chairman (attendiamo su firstdraft le prime impressioni del gruppo di lavoro del tedis). Si è parlato di Personal Learning Environments ma anche di forum universitari, di modelli di business legati ad un progetto collaborativo e di metaversi..

Cosa resta di questa giornata? Diversi temi caldi che sono per me appunti di discussione:

– Studenti 2.0: e gli altri? Oggi in pieno stile ego-autoreferenziale ci siamo definiti studenti 2.0 dicendo (l’ha detto chi scrive) che chi segue un modello di apprendimento statico e tradizionale è probabilmente “nei casini” visto che la concorrenza anche non universitaria avanza. Su questo tema abbiamo discusso con Gigi Cogo visto che la “fatica” di apprendere 2.0 è oggettiva e l’università non per forza ne riconosce i meriti (e forse non deve nemmeno farlo come ha detto Marco Bettiol) quindi è sul futuro dell’apprendimento 2.0 che si è riflettutto.. commodity a breve disponibile per tutti o bolla?

– Datori 2.0: Natascia ci ha dato uno spunto importante, questa esperienza è un plus che dobbiamo portare in azienda, abbiamo la fortuna di vivere una gioventù tecnologica, usiamola 🙂

– Tecnologie come servizi: abbiamo scoperto che molti di questi progetti nati dal basso hanno sostituito i tutor universitari o i circuiti di scambio di appunti e riassunti prima molto massonici.. apprendimento innovativo è anche facilitare le procedure di reperimento materiali o di disbrigo di pratiche organizzative.

– Direttrici future: io userei 3 keyword per consigliare una fase 2 del natcamp –> federare i progetti, nascondere la tecnologia, condividere.

Attendo i commenti sugli altri blog e chiudo con una bella speranza: oggi gli studenti in sala non erano pochi, è stato un piccolo successo per tutti noi ma soprattutto la sensazione è che la voglia di cambiare non sia mancata..

p.s. non spaventatevi sui modelli di business di marketingarena, per un bel pò saremo ancora qui 🙂

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