Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook
E’ venerdi e, come in ogni rituale ripetuto che si rispetti, tutto è pronto per il week end. Una fascia oraria molto sentita è quella che va dalle 18 alle 21 in cui si consuma il famigerato aperitivo. Molto diffuso a nord-est, diverso altrove ma comunque sempre sugli scudi. Ne abbiamo già parlato su questi schermi ma le considerazioni che ogni settimana questo momento ispira sono davvero molte.

Il momento aperitivo scardina alcune regole non scritte di una società in cui le piazze sono ancora un centro da vivere, soprattutto nelle città non grandissime: domenica – ore 20 – giovincelli in tuta girano per i vari bar consumando spritz o “americani” a go go rivendicando con quelle vesti poco consone la propria identità di squadra (di calcio, di rugby..) e mescolandosi in uno strano fenomeno di colori ad altri giovani di altre squadre saliti in città dai paesi limitrofi. E’ l’effetto moda, uno ha messo la tuta e oggi la domenica è tutto un insieme di calciatori in bella mostra.

Proprio l’effetto moda è la cosa sorprendente, ogni anno cambia il bar di riferimento per l’aperitivo, quasi a rotazione le masse si accalcano in un unico punto della città lasciando vuoti gli altri, la cosa particolare è che sostanzialmente rispetto all’anno prima non è cambiato nulla e l’offerta è la stessa: aperitivo, qualche stuzzichino e un pò di musica. Mi sono sempre chiesto cosa traina questa mole di persone, soprattutto in virtù del fatto che per un fortunato che prospera, altri 6 bar da aperitivo “tirano a campare” con le briciole. Io credo che il fenomeno sia esclusivamente sociologico e che, in città piccole, non sia difficile individuarne le cause. Esistono a mio avviso alcuni leader nei vari gruppi che sostanzialmente coincidono con i frequentatori della piazza che sono in grado di muovere, con 3 telefonate, anche 50 persone. Quando ad inizio anno questi personaggi decidono per svariati motivi (amicizie, casualità) che nel 2008 lo spritz va consumato in tuta al tale bar, si innesca una sorta di rituale che non cambia più e influisce pesantemente sul destino di diversi esercizi commerciali. Potere del consumatore, è possibile? Sono abbastanza certo che nella mia città la cosa funzioni esattamente cosi, mi chiedo però cosa succede altrove e soprattutto mi chiedo se tale tendenza sia invertibile o anticipabile da parte dei bar. A mio avviso l’unica leva è proprio il contatto diretto con questi leader d’opinione magari offrendo loro l’aperitivo convinti che i 10 che si portano dietro lo ripagheranno ampiamente. Di li si innesca poi una spirale modaiola che vede il locale di successo in frenetica ascesa perchè anche i ritardatari si accalcano sul luogo di tendenza.

Credo che l’economia dello spritz sia un fenomeno decisamente degno di uno studio..

Commenti