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Abbassa il volume, ascolta le persone, apri le porte dell’azienda. E’ Questo l’AAAnnuncio alle aziende che Mauro Lupi fa in questo bel video che ho pescato dal suo blog. Il video parte con un dato assolutamente emblematico: +1746% nelle pagine censite da google in 5 anni, e sempre 10 posti a disposizione in “vetrina”. Di qui un ragionamento che si basa essenzialmente su due grandi temi, che condivido:

– i contenuti generati dalle aziende: diverse ricerche sui blog ci dicono che in Italia solo le aziende di marketing e le agenzie di comunicazione hanno un blog, le eccezioni esistono e rappresentano case study di eccellenza ma purtroppo non la regola (agriturismi, mobilieri, fabbricatori di barche, fantastici blog di lungimiranti imprenditori ma manca in questo senso un trend evidente). I blog, fantastici mezzi di ascolto aziendale (prima che di comunicazione) non rappresentano ad oggi una leva di business consolidata e le aziende, pur comprendendone a volte l’importanza, si dicono non in grado di gestirli. Il blog a ben pensarci permette di dire tante cose, ma soprattutto è parte della nuova comunicazione sul web, l’informazione. Quello che le aziende devono fare è garantire un plus tangibile alla propria audience diventando esse stesse dei media e auto-acquistando spazi pubblicitari nei propri canali, regalarsi un 10% markettaro dopo aver regalato all’utente un 90% del tempo in cui il “palinsesto” prevede utilità e notizie fornite da fonte esperta (come si spera l’azienda sia), tempo non sprecato ma base di un marketing sotteso che nell’informazione non prezzolata (deriva da Seth Godin) vede comunque la legittimazione della competenza dell’impresa.

il tono di voce: secondo Lupi le aziende non sono ancora scese dal piedistallo, cercano il singolo utente come snipers della comunicazione ma lo fanno sparando nel mucchio concetti che ancora oggi sono sulla bocca di tutti (il conto revolution, il sottocosto, la vendita promozionale) ma soprattutto rifanno il sito web sulla base delle nuove norme dell’usabilità, aprono un blog (pagando un’agenzia di pr per tenerlo in assoluta a-sinergia) e magari offrono tutto quanto il 2.0 può mettere in campo ma poi ti chiamano a casa alle 8 di sera invadendo come gli Unni la privacy e spazzando via le briciole di un nuovo corso sparse sul web. Questione di divisioni, funzioni, organizzazione, il business vero è il telemarketing e il web è un giocattolo o possiamo davvero credere ad un’azienda-moderatore che siede al tavolo coi propri clienti pronta a cambiare?

Ho sempre pensato che veicolare e utilizzare i contenuti altrui con scopi di business fosse una forma di sfruttamento, molto meglio modelli ibridi che riconoscono alla creatività dal basso un valore economico. Sulla scorta del Lupi pensiero rilancio le 3 A:

Aiuta la tua audience: fornisci strumenti e dimostrati presente (anche nel post vendita)

Alimenta un processo: modera il dibattito ma non scegliere il sommario

Audacia-Ambizione-Allegria: usa l’ironia ma non cercare di far ridere per forza, punta in alto partendo dal basso, osa se è il caso, innovare in comunicazione potrebbe essere una gran bella sorpresa per tutti.

Giorgio

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