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Sto seguendo alcuni corsi universitari in cui si è fatto cenno al mondo dei blog e mi è capitato di assistere, l’altro giorno, ad un seminario su web 2.0.

Molte delle cose imparate le avevo in parte già sentite nominare in altre sedi, ma i dibattiti che ne escono sono sempre molto interessanti e meritano degli approfondimenti… non voglio spiegare che cosa sia il web 2.0, un blog, ecc anche perché chi legge questo di blog una vaga idea sicuramente ce l’ha, inoltre c’è chi lo sa spiegare molto meglio di me e non vorrei togliere spazio a note grandi autorità.

La cosa che più mi ha dato da pensare, in questi giorni, è il fatto che questo nuovo mondo rappresenti davvero una grande evoluzione, forse una vera e propria rivoluzione, un nuovo modo di concepire il web: siamo non ventenni, o venticinquenni che sia, i portatori della nuova era, siamo etichettati come la net generation, coloro che hanno la possibilità di portare l’innovazione nelle aziende… tanto carico di responsabilità, tuttavia, non credo sia molto riconosciuto da noi stessi… voglio dire che se per me nella parola “blog” non c’è nulla di nuovo, e forse nemmeno nulla di esaltante, mi pare di aver capito che questo non vale per molti manager oramai più che trentenni che osservano questo movimento evolutivo da molto lontano, e spesso, forse, anche con un po’ di diffidenza…

È vero che le aziende italiane ad avere un blog, una comunità o un approccio in cui comunque si affronti il concetto di consumatore come parte attiva del processo di produzione del valore sfruttando al massimo le potenzialità della “grande rete”, non sono molte… ma la causa risiede veramente in un management che si mostra impreparato a questo “grande cambiamento? Certo è che per chi è più giovane, e internet l’ha vista nascere, inoltrandosi nella tenera età dell’apprendimento adolescenziale, è forse più facile adottare un certo tipo di approccio, anche più confidenziale, con i meccanismi più articolati che la rete ci propone, come i podcast, le piattaforme wiki, le comunità, i forum, o tutto quello che si può trovare in internet… capisco dunque che l’approccio, per chi non ha questa confidenza non sia immediato… ma è davvero un digital devide così insuperabile? Che le imprese siano grandi o piccole, la difficoltà nell’aprire un blog, e forse anche nel gestirlo, non sono insuperabili, certo non è facile arrivare al successo, ma spesso non esistono nemmeno dei tentativi di start-up, nemmeno in molte di quelle aziende che sbandierano tanta innovazione…

Siamo dunque noi i futuri content manager dei blog? Dovranno quindi passare almeno 10-15 anni, quelli del ricambio generazionale del management, prima di vedere questa piattaforma diffusa anche da un punto di vista economico per le imprese nostrane?

Da come viene posta l’importanza di questo strumento nei corsi che ho seguito, o negli articoli che ho letto, lo dovrei vedere molto più diffuso di quello che è, ma in effetti non mi pare sia proprio così…

Stefano Guerra per Marketing Arena

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