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Sto notando, con molto piacere, come la pubblicità su carta stampata si stia evolvendo con raffinatezza, verso forme per così dire esperenziali.

Niente di nuovo, per carità, ma la tendenza dei grandi brand è quello di sfruttare la forza evocativa del tatto e della vista, solleticando il lettore ad interagire con il supporto cartaceo.

Questa tecnica, molto semplice e “consolidata” da un punto di vista tecnico, si basa sull’inserimento di pagine di differente consistenza (solitamente patinate) all’interno del magazine, e apribili, in modi non convenzionali, quasi come si trattasse di una raffinata brochure.

Ho notato che Nokia, Mercedes e Rolex (i 3 prodotti pubblicizzati sono rispettivamente: il cellulare n95 da 8bg, la Classe R e un orologio destinato alle profondità del mare) sfruttano questo meccanismo in modo eccellente, legando solidamente il supporto al messaggio da esprimere, dando vita a un adv stampa graficamente e qualitativamente ineccepibile, e cosa importante, finalizzata al core della comunicazione.

– Nokia infatti lega il proprio cellulare a Spiderman, che sembra uscire dallo schermo appunto perché l’N95 contiene già il film completo, e l’apertura delle pagine da l’idea dell’esperienza visiva e della grande capacità di memoria del cellulare

– Mercedes con un gioco di pagine che si aprono sempre più da l’idea dello spazio a bordo della Classe R, legandola a una limousine tedesca degli anni 70.

– Rolex pubblicizza efficacemente un cronografo capace di sfidare le profondità dell’oceano ideando una campagna dove una pagina ripiegata su se stessa si apre verso il basso dando appunto l’idea della profondità.

Ciò significa che il messaggio arriva in modo netto e chiaro, grazie appunto all’iterazione con il supporto cartaceo, e dunque con maggiore possibilità di radicarsi nella mente del lettore (che si presuppone a target!).

Lo svantaggio principale sono i costi da sostenere in fase di realizzazione del concept e soprattutto a livello investimento per lo spazio nei magazine, che pongono questo tipo di comunicazione a portata solo di aziende con budget cospicui.

Se fossi un responsabile marketing di una pmi che si promuove a livello stampa (si presuppone specializzata del settore) mi informerei in ogni caso, sul differenziale di prezzo, perché l’impatto e i vantaggi che ne derivano, se ben congegnata, sono evidenti.

Gianluca Marconato per Marketingarena.it

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