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Mi è sempre piaciuto pensare questo blog come una patria dell’operatività, una specie di termometro per capire come sta il marketing, ma quello vero. Il concetto di autoreferenzialità che accompagna marketing e web marketing è spesso un brutto compagno di viaggio: ai convegni ci guidiamo a vicenda verso il web 3.0 o le economie più sperimentali, ma le aziende, quelle vere, ci seguono?

E’ nostro dovere ricercare e capire il futuro, ma è altrettanto importante non perdere la bussola e cercare di offrire soluzioni utili e pronte a chi ci chiede aiuto.
La lunga premessa introduce una storia vera: in questi giorni ho fatto un pò di strada per andare ad incontrare un’azienda che produce uno dei frutti tipici dell’artigianato made in italy (non dirò altro) e che necessita di una importante svolta strategica verso il marketing. Ritengo ci siano diversi livelli su cui ragionare:

sensibilità verso il marketing: questa, come molte altre aziende, ha compreso la necessità e l’imprescindibilità di un approccio al marketing vero, c’è quindi la voglia e la disponibilità di investire in questo senso.

la necessità di un percorso: ciò che mi ha colpito è la necessità che queste aziende dimostrano di avere, il piano di marketing o la soluzione chiavi in mano non fanno per loro, serve un percorso, vanno accompagnati mano nella mano verso la comprensione dei plus che una nuova visione può garantire, un percorso che sia insomma prima formativo e poi di implementazione strategica.

sinergia: siamo spesso di fronte a gente che vende, e vende davvero. Un’azienda che sta in piedi facendo tutto il contrario rispetto ai dettami del manuale del marketing dovrebbe in teoria essere disperata, in realtà la sensibilità imprenditoriale fa capire alla proprietà che qualcosa non va ma molte pratiche permettono di essere comunque competitivi. Questo mi porta a capire che non possiamo andare a proporre la formula magica senza considerare la realtà attuale, spesso complessa.

web: in tutto questo non può non essere inserito internet, la proposta di un approccio standard al web marketing non regge e mi sono reso conto che la distribuzione è una chiave vincolante per il web (nel caso in esame non si è ipotizzato l’e-commerce per la paura della rivolta del distributore).

La lezione? Forse a volte siamo un pò distanti dalla realtà, è molto bello riempirsi la bocca di argomenti consulenziali, ma personalmente ritengo altrettanto affascinante comprendere le vere dinamiche che muovono il mercato. Le aziende, anche le medie, sono guidate da processi di vendita standard, che però funzionano. Questi processi devono essere per noi un punto di partenza, base per proporre i nostri plus a chi ci chiede aiuto, plus che però vanno prima comunicati (in un percorso formativo) che venduti. Noi markettari (studenti e non) rischiamo a volte di essere un pò distanti dal mondo reale?

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