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Il mercato del lavoro è “una brutta bestia” e da anni ripetiamo che la chiave è la formazione, che le università di eccellenza fanno la differenza, che non investiamo etc…
Evitando la logorroica premessa che ho riassunto in 4 righe, mi chiedo se esistano altri fattori chiave per vincere nel mondo del lavoro, e dove questi si possano apprendere. Parlo per esperienza data dalla breve fase di inserimento post laurea sulla quale io ed altri miei coetanei ci confrontiamo quasi giornalmente, sembra che oltre alla laurea conti qualcos’altro..
Chi ci insegna a parlare con le persone? A trattare la nostra posizione ed il nostro futuro? A venderci più che a vendere? Probabilmente nessuno. E’ per me sconcertante vedere l’immobilità di molti di fronte all’aggressione da parte del lavoro, la mancanza di trattativa, di volontà di imporsi e la sterile accettazione delle imposizioni dei potenti del caso. Ritengo che questa sia una deriva del passato, in cui il territorio conta molto (“trova un buon posto figlio mio, per il resto c’è tempo”). Quella di accettare senza se e senza ma le condizioni imposte dalle aziende (stage di 45 mesi non pagato, esagero) è a mio avviso un atto sbagliato, e forse lo è anche perchè nessuno ci ha insegnato a provare a cambiare le regole.
In tutto questo influiscono molti fattori, ed il problema si accentua quando provi ad essere imprenditore di te stesso: di sicuro la necessità di un lavoro in tempi brevi e la voglia di investire su un futuro che si spera diverso portano ad accettare alcune condizioni, ciò che però va a mio avviso cambiato è il modo in cui si accetta, è necessario divenire consci del fatto che si guida un’azienda (sè stessi) che non può iniziare a fare profitti a 29 anni, ecco perchè è necessario reinventare e reinventarsi, stiamo giocando ad un gioco nuovo con le regole di quello vecchio. E paradossalmente credo che le attuali strutture di formazione influiscano per un 30-40% in questo cambiamento di mentalita.. il resto? Carattere e soprattutto educazione in famiglia e propensione al rischio, che a mio avviso deriva anche dall’ambiente in cui si cresce (ecco il collegamento col territorio e il suo grado di “fervidità imprenditoriale”)
Tre concetti per iniziare a ripensare, voglia di rischiare, corsi di self marketing più profondi di “come scrivere il tuo curriculum”, imprenditorialità personale e parallela al lavoro svolto. Utopia?

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