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Quasi quotidianamente leggo post che iniziano o terminano con un enfatico “è questa la nuova tendenza del marketing?”. Magari trattando di processi di vendita, layout o qualche isolata azione di guerrilla fine a sé stessa, in cui la risposta è semplicemente NO.

Per cui mi sbilancio subito: non so se questa possa o meno essere una nuova tendenza del marketing, ma mi sembra un caso fresco e interessante.

Lo “specchio magico”, l’oggetto di questo post, è uno dei tentativi più innovativi di traslare il modello del social network nel mondo reale, e nello specifico nella fitting room, il camerino nel quale ci si prova il capo d’abbigliamento in un negozio.

Lo specchio interattivo permette infatti di fotografarsi, filmarsi per poi interagire semplicemente inviando il file al telefono o smartphone prescelto. Magari per chiedere un consiglio prima di effettuare l’acquisto del capo provato. Nel camerino è possibile ricevere l’eventuale messaggio di risposta.

Presentato all’inizio dell’anno da IconNicholson in occasione della National Retail Conference di New York, lo specchio magico è già in uso presso la Galeria Kaufhof (una catena di department store controllati da Metro).
Altro elemento strettamente connesso alla logica del web 2.0 e che rientra nel progetto dello specchio magico è quello tale per cui i prodotti in vendita nel negozio, taggati con un apposito chip (RFID), possono essere richiamati sullo schermo dello specchio, per mostrare all’acquirente l’effetto finale dello stesso capo, in altre tonalità.
Leggo sull’ottimo TheRetailerblog che questa innovazione potrebbe essere nella realtà applicata con successo solo su boutique di alta fascia, dove il cliente è disposto a rimanere per un arco di tempo maggiore all’interno dello stesso punto vendita. I tempi di iterazione e interazione potrebbero essere molto lunghi, senza contare i costi dello stesso apparecchio. In effetti lo strumento –e il relativo processo d’acquisto che ne deriva-, come ogni novità, sicuramente dovrà essere ottimizzato, ma non è in questo contesto che si cerca un’analisi dettagliata dello stesso.
Tengo a sottolineare come la logica di aggregazione dei social network, l’aspetto davvero dirompente del web 2.0, sia stata applicata con la stessa architettura in questo progetto. Piace notare come uno spazio per anni rimasto troppo uguale a sé stesso e praticamente immutato possa essere fonte di differenziazione, grazie alla tecnologia e alla multimedialità.
Candidato a flop dell’anno o innovazione su cui puntare?
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Per ulteriori informazioni:
http://www.iconnicholson.com/nrf07/
UsaToday.com
Gianluca Marconato per Marketingarena.it

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