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Cari lettori, questa settimana parliamo di un argomento interessante ma di cui poco si parla: il web sociale.

Il Web Sociale nasce con l’idea che il web possa servire a “potenziare” in varie forme gli spazi sociali che già esistono e, per questa via, favorire le inter-relazioni tra le persone che li abitano. La cosa è molto diversa dalla più abituale attenzione agli aspetti completamente de-localizzati e incorporei che associamo alle reti sociali online. Si potrebbe anche dire che il web 2.0 è una sorta di allargamento dello spazio personale perchè questo si apre a contatti con altri. Questi contatti sono spesso poco significativi.
Per quanto riguarda il web sociale, si tratta di un web situato e incorporato (alla lettera) nel mondo reale che arriva anche influenzare le vite degli esclusi digitali o volutamente analogici, per vie indirette.
Un esempio concreto di questa idea generale ci arriva da LifeAt , un ambiente pensato per intrecciarsi con la vita di chi vive in un grande condominio. Sia chiaro che qui si parla di condomini grandi, con centina o migliaia di appartamenti.
LifeAt si presenta come ambiente di comunicazione per reti sociali locali che hanno lo scopo di facilitare la vita ai condomini. E’ da tempo un luogo comune lamentarsi che nel migliore dei casi i vicini di casa si ignorino (nel peggiore si uccidono, come leggiamo nelle nostre cronache). Questo avviene perchè la vicinanza fisica nulla ha a che vedere con la vicinanza sociale: i vicini di casa fanno vite diverse e per questo non trovano alcun buon motivo per frequentarsi. La vicinanza sociale è una cosa diversa dalla vicinanza fisica e nulla vieta a chi non frequenta i vicini di avere ricche relazioni con altri. Però ci sono molte cose che si possono fare per migliorare le relazioni di vicinato, superando almeno gli ostacoli dovuti agli orari e impegni diversi. La proposta di LifeAt è semplice:
– presentarsi e mandare messaggi ai vicini
– discutere dei problemi di manutenzione, lavori e regole condominiali
– condividere moduli e documenti legali
– consigliare negozi e servizi di vicinato
– ordinare cibi
– fornire notizie di interesse locale
– chiedere o offrire aiuto
ecc.
In pratica LifeAt si offre come un sostituto di un cortile condominiale o della piazza di un piccolo centro, o delle care e vecchie riunioni di condominio.

Se pensiamo a qualcosa più grande di un condominio come ad esempio ad un quartiere possiamo parlare di Yelp. È un notiziario locale che ovviamente integra le abituali funzionalità “social”: profili personali, foto, forum, , calendari condivisi e così via.
Una tipica notizia che si può facilmente trovare:

Questo Bar LavaCervello & Laundry Automatica è un locale che, che con una particolare idea per l’igiene, combina una lavanderia a gettoni con un ristorante. La sera fanno anche musica e spettacoli vari. Notevole il successo di pubblico, anche dalle recensioni che sono state raccolte.
Non è solo folklore: si crea un word of mouth che può influenzare in modo consistente le possibilità di riuscita commerciale di una attività e permette confronti tra attività simili. Il commerciante che fa troppo il furbo con i prezzi o che non cura la qualità è avvertito. E’ chiaro allora che anche chi non vuole saperne del web (e meno che mai di quello sociale) vi si trova coinvolto. Volente o nolente deve farci i conti. E questa è una differenza cruciale con il Web 2.0!
E in Italia? Francamente, non conosco casi del genere, ma sarebbe senz’altro interessante sapere se esistono e come funzionano.
Luca Dalla Villa

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