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Qualsiasi testo di marketing abbastanza recente mette in evidenza come internet sia diventato a tutti gli effetti uno strumento da inserire nel tradizionale (e in alcuni casi obsoleto), sistema del marketing mix.
Allo stesso tempo la maggior parte di coloro che si occupano di marketing tengono a sottolineare come la rete sia un mezzo complementare a quelli tradizionali, e che dunque non li va a sostituire e tanto meno a soppiantare.
In contro tendenza a questo pensiero di fondo scopro (su segnalazione di Paolo Zaccheo), il tour operator inglese Classic Collection Holidays che sembra rifiutare pienamente l’idea che internet possa fare la differenza nella gestione complessiva del rapporto con il turista.
Nell’affermare con fermezza questa politica lo stesso TO ha deciso di inserire una sorta di “manifesto” dal titolo don’t book your holiday on-line (http://www.dontbookyourholidayonline.com/) contro l’utilizzo delle prenotazioni on-line sostenendo una serie di ragioni per cui il consumatore dovrebbe preferire la prenotazione presso la tradizionale agenzia piuttosto che sulla rete.

Alla luce di ciò alcune considerazioni mi sorgono spontanee.
Innanzitutto la prima domanda che mi pongo è: per quale motivo un’impresa che opera nel settore turistico (che tra l’altro è uno dei settori principali per il quale il consumatore ricorre maggiormente alla rete per ricercare informazioni), vede internet come una minaccia piuttosto che come un’opportunità?
Secondo il mio punto di vista sembra che l’azienda sia intimorita dal crescente numero di turisti fai-da-te che anziché affidarsi al classico organizzatore di viaggi programmano scrupolosamente la loro vacanza attraverso le varie informazioni che reperiscono dal web.
Altro punto poi che mi lascia perplesso riguarda una forte contraddizione da parte del TO inglese.
La compagnia infatti, con questo sue dichiarazioni controcorrente, sembra disdegnare a pieno titolo la rete restando saldamente legata alle tradizionali logiche dell’off-line; tuttavia, lo stesso TO, ha un proprio sito aziendale nel quale è possibile reperire tutta una serie di informazioni circa la società, le destinazioni proposte, le offerte speciali, un interessante pagina dedicata a reperire informazioni da parte dei turisti che hanno viaggiato con l’azienda; insomma un sito davvero ben congeniato, adatto a chi crede nelle potenzialità di internet.
Ma la vera curiosità che fa riflettere è che, all’interno del sito, è presente una pagina dedicata alle prenotazioni on-line (il Booking Form http://www.classic-collection.co.uk/bookingFormOnline.aspx).
Ora viene da chiedersi: con quale logica si è deciso di inserire quel manifesto contro le prenotazioni on-line dal momento che la stessa società ne fa ricorso?
Si tratta di una politica un po’ bizzarra del tipo “che se ne parli bene o male l’importante è che se ne parli”?

Thomas Longo

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