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L’estate ormai è entrata nel vivo e alcune considerazioni sul turismo nel nostro Bel Paese mi sembrano doverose.
Innanzitutto vorrei partire da un dato un po’ critico che emerge da un’analisi condotta dalla Federalberghi: “la metà degli italiani non andrà in vacanza nel periodo Giugno-Settembre 2007”.
Tale dato è dovuto probabilmente dalle mutate condizioni economiche degli italiani: il potere d’acquisto è fortemente diminuito rispetto agli anni precedenti; cresce il numero di lavoratori atipici (contratti a progetto, lavoro interinale a tempo determinato), che non possono programmare le loro vacanze; aumento generalizzato dei prezzi per le vacanze.
Tuttavia più che soffermarmi sulle cause di questa riduzione di turisti italiani (entrando in discorsi insidiosi di pura economia), vorrei concentrarmi sul sistema paese Italia e la sua competitività nei confronti degli altri paesi. In particolare vorrei soffermarmi su due particolari aspetti che maggiormente interessano dal punto di vista del marketing.

Turismo 2.0

La tendenza ormai consolidata nel momento in cui si pianifica una vacanza è quella di fare un salto sul web per ricercare informazioni utili.
Per quanto riguarda la promozione in rete a livello di Paese abbiamo già abbondantemente parlato in post precedenti mettendo in evidenza le forti carenze del portale Italia.it.
Qui invece vorrei proporvi un confronto sull’usabilità di due siti internet relativi a due capitali europee Che Paolo Zeccheo in un suo recente articolo a provveduto ad analizzare attentamente; il primo è quello relativo alla città di Roma: per quanto riguarda la pagina relativa agli alberghi della capitale, il sito propone una semplice lista delle strutture, senza un preciso ordine, con relativo numero di telefono; per avere qualche dettaglio siamo costretti dunque ad aprire la pagina di ogni hotel (orribile!).
Se andiamo a visitare il sito della capitale austriaca, invece, la situazione è completamente diversa, a fianco di ogni hotel ci sono prezzi, disponibilità e qualche informazione relativa alla struttura. (In tal maniera il turista può risparmiare diverso tempo nella ricerca).
Qual è il preferibile?

Questione di prezzi

Non c’è alcun dubbio riguardo i prezzi delle nostre strutture che sono notevolmente aumentati senza che a ciò sia corrisposto un innalzamento della qualità del servizio. A questa sbandata italiana sembra che alcuni paesi vicini se ne siano approfittati (es. Croazia), che, con prezzi molto più competitivi e una completa riorganizzazione dell’offerta turistica, fanno registrare ogni anno dei notevoli incrementi di turismo incoming.

Questi che vi ho proposto sono soltanto due dei buoni motivi che stanno facendo scendere l’Italia dai gradini più alti della competitività turistica a livello mondiale. Su molti aspetti, infatti, siamo ancora molto indietro, fatichiamo ad adeguarci all’evolversi dello scenario e del turista e, devo anche dire che grossi aiuti, in questo senso, non arrivano, se non in minima parte, dal governo centrale.
Concludo, a tal proposito, proponendovi il video qui sopra (non è recentissimo in quanto risale al lancio di italia.it) in cui il nostro ministro dei beni culturali promuove il turismo nel nostro paese.
(La figura che ci facciamo non è delle migliori, che ne pensate?).

Thomas Longo

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