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Nogara (VR) e Capriata d’Orta (AL) vi dicono niente? Nemmeno a me, prima di un triste pranzo sul treno che mi ha consentito, grazie alle ferrovie dello stato, di imparare che le cipster by Danone e il powerade by Coca Cola group sono prodotti o confezionati in questi luoghi, quindi in Italia. Con mia sorpresa mi sono ritrovato a pensare che in queste commodities dell’alimentare non c’è ombra di Cina.
Per analogia un pacco di patatine potrebbe essere considerato come una t-shirt in termini di complessità produttiva e diffusione sul mercato, perché allora la Cina non ci spaventa e nessuno ne parla?
In informatica si parla di “reverse engineering” per definire il processo che parte da un programma finito per risalire al codice di programmazione, volendo provare una tale tecnica nell’alimentare è possibile chiedersi da dove provengano i fiocchi di patate contenuti nelle cipster o i sali minerali del powerade. In questi passaggi intermedi ingeriscono paesi stranieri?
La questione è aperta. Preme sottolineare la quasi ovvietà della risposta al quesito iniziale: le cipster non sono prodotte in Cina perché nessun italiano le mangerebbe. Lasciamo perdere il fatto che i nostri bambini masticano macchinine giocattolo cinesi o che gli inchiostri delle nostre felpe potrebbero essere definiti “di dubbia tossicità”, l’importante è non mangiare cinese. La questione si sposta quindi sulla percezione, le persone odiano pensare di mangiare una cosa fatta in Cina perché nel credo comune tale eventualità non è ben vista.
Completando il nostro processo è possibile allargare al contesto competitivo e ai prodotti invece sofferenti il discorso: cosa serve ad un prodotto per essere al sicuro dalla minaccia dei nuovi mercati?
Attenzione particolare alla tipologia di prodotto: si è visto che i prodotti che proccupano le persone o fanno percepire un rischio si assicurano un premium price che il consumatore è ben disposto a pagare in cambio della certezza sulla provenienza.
Unicità locale: i prodotti tipici non temono concorrenti grazie alla caratterizzazione locale ma anche alla storia che li contraddistingue e alla complessità di realizzazione in cui intervengono spessoc ompetenze tramandante negli anni. Discorso più complesso per i prodotti tipici realizzati in quantità tali da divenire famosi nel mondo, celebre l’imitazione del grana padano.
Comunicazione: alcuni prodotti alimentari riescono, mediante politiche di comunicazione ad hoc e soprattutto grazie al packaging, a difenderela propria posizione.
Due criticità interessanti: il fenomeno cinese ha comunque portato consé una domanda di alimentari che è oggi molto forte. In Italia la tendenza all’insediamento ghettizzato e non uniforme sul territorio permette di identificare tali contesti più nei ristoranti cinesi (che hanno anticipato l’espansione e prosperavano già dieci anni orsono) che nei bazar, vera grande novità 2004-2007 delle nostre città. Laseconda cosa interessante da notare è la capacità di frenare l’ondata di prodotti stranieri pericolosi anche con regolamenti e controlli, una sorta di “dazio implicito” che consente ai prodotti controllati un vantaggio importante.

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