Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook
Cari Lettori, questa settimana parliamo con Marco Marini e della prima agenzia pubblicitaria low-cost: LcdV!

1) Ciao Marco come va? Prima di parlare dell’agenzia ti va di parlarci un po’ di te e della tua esperienza nel mondo della pubblicita’ e della comunicazione?

Uscito da Accademia di Comunicazione nel 1997 ho trovato lavoro alla Ammirati Puris Lintas (oggi Lowe Pirella) come copywriter. Tutti volevano sapere come ero riuscito ad entrare. Io rispondevo che avevo spedito il curriculum ma nessuno sembrava credermi. Dopo 3 mesi avevo già imparato tutto quello che c’era da imparare e così ho lasciato l’agenzia e sono partito per Londra. Lì sono stato ammesso al D&AD Workshop. Ho lavorato molto sul mio portfolio e quando mi sono sentito pronto ho fatto i primi colloqui. O meglio, mi sedevo di fronte alle agenzie di pubblicità con una valigetta di metallo aperta. Dentro c’erano le mie campagne pubblicitarie formato cartolina e un cartello che recitava ‘ADVERTISING IDEAS FOR SALE’. E’ così che ho incontrato Peter Souter, Trevor Beattie, Tim Delaney, Dave Droga e molti altri tra i più importanti direttori creativi al mondo. Ho ricevuto critiche e complimenti ma quel che più mi ha colpito è stata la cordialità con cui sono sempre stato trattato. L’Italia è veramente provinciale in questo. I colloqui in agenzia sembrano le udienza dal Papa. Mi sono convertito art director ed ho cominciato a lavorare presso la Luxford Advertising, una piccola agenzia pubblicitaria specializzata in healthcare. Poi è arrivata l’offerta di lavoro ad Amburgo presso la Springer & Jacoby, una delle agenzie pubblicitarie più interessanti del panorama europeo. E’ stata una esperienza unica ed appagante. Ma dopo essere andato a New York in vacanza non ho resistito al richiamo della grande mela e senza pensarci troppo mi sono licenziato e mi sono trasferito a Wall Street. Tornato in Italia ho pian piano perso di vista il mondo della comunicazione fino a quando, annoiato e insoddisfatto del mio lavoro, ho aperto La casalinga di Voghera che mi ha ricordato come di pubblicità qualcosa me ne intendevo. E siccome non solo ne capivo ma riuscivo anche a creare campagne pubblicitarie di qualità ho deciso di aprire LcdV.

2) Che cos’e’ un’agenzia pubblicitaria low-cost? Spiega a me e ai lettori se inizieremo a sentire sempre piu’ spesso questa parola nel prossimo futuro?

Questo è il Manifesto della Pubblicità low-cost:

http://www.lcdv.it/Manifesto.pdf

Io spero che il movimento della pubblicità low-cost non serva solo ai clienti per risparmiare sui costi di produzione delle campagne pubblicitarie ma che sia l’inizio di un nuovo modo di fare pubblicità. Un modo più sano e proficuo dove i clienti si rendano finalmente conto dell’enorme valore aggiunto che la creatività porta e che diano più spazio alle idee, oggi soffocate prima ancora che possano nascere. In questo senso non è un caso che le due più importanti case history della pubblicità italiana, Benetton e Diesel, non siano nate all’interno di una agenzia pubblicitaria nostrana.

3) Da dove e’ nata quest’idea? E chi e’ il tuo cliente target?

Non ricordo come è nata esattamente l’idea di una agenzia pubblicitaria low-cost. A volte le idee nascono così, quasi dal nulla. Prendo spunto dalla realtà e la modifico a mio piacimento quasi inconsapevolmente. Forse stavo leggendo uno annuncio di Ryanair. Ma davvero non ricordo con esattezza. Per quanto riguarda il target diciamo che mi rivolgo principalmente alle PMI. Non solo a quelle sotto casa perché con LcdV voglio lavorare anche e soprattutto attraverso internet senza avere un contatto diretto con i clienti. Capisco che in Italia un approccio del genere non sia di facile attuazione ma prima o poi molte attività si sposteranno sul web e forse non sto anticipando i tempi di molto.

4) Noi, come Marketing.Arena, crediamo molto nelle potenzialita’ delle PMI (piccolo medie imprese) e di come si potrebbe investire in attivita’ di marketing tramite una consulenza esterna all’azienda. Il Marketing per troppo tempo e’ stato ad appannaggio delle grandi realta’ e molte imprese lo hanno sempre visto come una voce passiva di bilancio. Come la pensi al riguardo? Credi che ci sia spazio per un’attivita’ di consulenza in questi termini?

In realtà sono molte le attività che già oggi potrebbero essere esternalizzate. Ma per fare questo bisogna avere una visione strategica di lungo periodo del proprio business. E forse è proprio questa manchevolezza che porta dirigenti ed imprenditori ad avere paura di delegare attività che potrebbero essere svolte meglio e a costi inferiori al di fuori dell’azienda.

5) Hai anche altri progetti che stai seguendo al momento? Parlacene, se puoi..

Tra poco presenterò 2 oggetti di industrial design che ho disegnato e aprirò un nuovo sito web che raccoglierà tutte le mie iniziative.

6) Come vedi il panorama pubblicitario italiano al momento? Cosa ti piace e cosa cambieresti?

Il mondo della pubblicità italiana è fermo, vecchio e incapace di cogliere qualsiasi opportunità, qualsiasi novità. Ed è in gran parte responsabile della totale mancanza di professionalità che regna al suo interno. I cambiamenti arriveranno dall’esterno. Anzi, stanno già arrivando.

Luca

Commenti