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“La rivoluzione digitale ha lo stesso effetto storico della rivoluzione di Gutenberg”. Queste le parole di Hubert Burda, uno dei più importanti imprenditori dell’editoria.

Se pensiamo al mondo dell’editoria, non possiamo infatti esimerci dal pensare come ci siano intere generazioni che hanno smesso di leggere i giornali cartacei, preferendo di gran lunga la rete. Alcune testate e magazine in genere, hanno cercato di estendere la propria relazione con il target e con i propri lettori abituali, creando sezioni speciali o approfondimenti online, al fine di raggiungere in maniera diversa e complementare le community.

Analizzando la rete, dunque, si capisce come all’insieme di “luoghi dell’agire” (chat, giochi di ruolo, piattaforme e-commerce) e “luoghi del conoscere”( biblioteche digitali, giornali online, manuali, brochure, cataloghi, corsi online, tv ecc), si aggiungono anche modelli ibridi come blog, wiki e altri, in cui l’utente è mittente e destinatario dell’informazione.

A questo proposito, Mondadori propone una novità nel panorama editoriale: un portale editoriale in ottica 2.0, con uno spiccato orientamento partecipativo e multimediale, in cui è possibile trovare contenuti digitalizzati, multimediali, ipertestuali e interattivi (caratteristiche imprescindibili di questo tipo di prodotti editoriali)
www.tenmagazine.it, in particolare, è una piattaforma multicanale, che integra web e mobile, con la possibilità di accesso tramite web e wap ai contenuti. Il target è essenzialmente un pubblico giovane, con predisposizione al divertimento. La formula, infatti, prevede di poter mandare e condividere dei video, partecipare ad alcuni contest e inoltre leggere alcune notizie, classificate secondo il gradimento degli utenti. Esiste infine la possibilità di aprire un blog con la piattaforma wordpress che andrà poi a far parte dell’apposita sezione.

Alla luce di queste considerazioni, è possibile formulare una domanda: è possibile formare community online che abbiano accesso a notizie e contenuti “di marca”? in altre parole, è possibile mantenere la fidelizzazione ad un magazine, anche se non cartaceo, cambiando il modo di fruizione o ci saranno sempre più informazioni libere e di fruizione “estemporanea”? (il 18enne andrà a leggere repubblica.it o andrà a caso su google?)

Filippo Minelli

Fonti: www.tenmagazine.it
www.spotandweb.it
www.repubblica.it

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