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Cari lettori, ogni giorno mi diverto a cercare nella rete casi, persone o progetti da contattare e portare alla vostra attenzione..

Questa settimana parliamo ancora di volta Marketing e lo facciamo con Marketing Routes: blog multi-autore che ha come focus il mondo del marketing, dell’advertising e della comunicazione online ed offline., gestito da un giovane markettaro Jacopo Gonzales. Le coordinate sono http://www.marketingroutes.com/

1) Ciao Jacopo, come leggiamo sul blog sei una persona molto giovane che non si limita a gestire http://direct-marketing.blogspot.com, ma ti occupi di molti altri progetti, ti vuoi brevemente raccontare e illustrarci cosa ti ha portato a specializzarti in questo settore?

Beh più che di specializzazione in senso stretto, parlerei piuttosto di passione. Come ho avuto modo di sottolineare recentemente, il mio primo blog su piattaforma Blogger fu un test, un modo di avvicinarmi in modo attivo alla blogosfera. La cosa mi divertì e questo mi ha portato ad aprire Marketing Routes, che a differenza del precedente ‘esperimento’, nasce con un progetto ben preciso: quello di porsi come punto di riferimento per quanti operano a vario livello nel mondo della comunicazione, della pubblicità, del marketing e del web in generale. Un anno e mezzo fa, quando ho creato questo blog multi-autore, a dirti la verità, i blog sul marketing in Italia erano numericamente molto inferiori ad oggi, ma ho visto che la voglia di condivisione ha poi contagiato un gran numero di blogger. La nostra avventura con Marketing Routes oltre a quella che è stata un po’ la nostra esperienza la trovate raccontata qui.

2) In un web popolato da migliaia di blog sul Marketing, il tuo blog che cosa ci offre di diverso da quanto possiamo trovare negli altri marketing blog? perché consiglieresti la sua frequentazione?

Da un punto di vista prettamente di ‘numeri’ credo che ad oggi Marketing Routes sia il primo marketing blog italiano, con circa 8500 visite al giorno. Il che lascia pensare che forse qualcosa di buono lo abbiamo fatto. Penso che la nostra forza sia il fatto di essere sempre schietti e sinceri, non ci spaventiamo di andare contro il pensiero comune, lo standard, la convenienza di dire o fare questo o quello.. Cerchiamo ogni giorno di andare ben oltre questo, senza prendersi mai troppo sul serio e senza porci dei limiti precisi. Inoltre cerchiamo di diversificare il più possibile gli argomenti e di spaziare tra gli stessi approfondendo, aspetto questo non così diffuso nella blogosfera italiana.

3) Ogni volta che mi metto alla ricerca di un nuovo caso, la scelta si fa sempre più difficile, perché non vorrei scadere nel già visto. Da dove traete ispirazione per scrivere nel blog? da dove nasce la vostra creatività?

Quello che secondo me è l’errore di fondo di molti blog è il fatto di essere concentrati sulle notizie a prescindere dall’analisi. Intendo dire che alcuni blogger, se non trovano news in rete non sanno scrivere nulla di proprio pugno, temono di essere spontanei, di non interessare forse, non saprei di preciso. La filosofia di fondo che ci muove è che non vogliamo essere un sito di news. La notizia ogni tanto ci può anche stare, ma senza ragionare sullo scenario ha poco senso metterla, a meno che non si voglia essere il clone di molti altri wannabe, o l’alter ego duplicato di un giornalista mancato.

4) Nel post “Ed ora il 3.0” si parla del web semantico e di motori di ricerca dotati di intelligenza artificiale, qual è la vostra posizione su questo argomento, che a molti sembra ancora un’utopia irrealizzabile?

Come abbiamo avuto modo di sostenere sul nostro blog, il web semantico è necessariamente il futuro del web. Al netto del mal funzionante LSI di Google, i navigatori internet sono ormai da tempo pronti ed in attesa di un passaggio alla dimensione semantica della ricerca. Il proliferare delle “long query” nei motori di ricerca non è che la cifra della disperazione dei navigatori che – impossibilitati ad avere una risposta semantica formulata in una maniera concisa (e non con la frase “qual è la montagna più alta del mondo”, che può soddisfare la curiosità di qualche idiota wanna-extend-the-democracy-with-our-huge-tanks) ai propri bisogni (sapere è potere quando non si sa che cosa si troverà) sono costretti a usare i motori di ricerca come dei “quotations reservoirs”, ovviamente attingendo alla propria acqua marcescente di sapere e al proliferare di citazionismo dei motori di ricerca che, ancora oggi, sono sempre più bravi nelle “stringhe lunghe” e sempre più (ma per poco) incapaci di rispondere alle query più semplici; ma le query non sono domande: se io cerco “golf” su un motore di ricerca ho il diritto (dopo 10 anni di huge investments) di trovare una serp che:
disambigui (La macchina? La maglia? Lo sport?).
Prescinda (non fermandosi prima, ma oltrepassando) la lessicalità del testo contenuto (citai anni fa l’esempio ‘scandaloso’ del sito ufficiale di Tiger Woods che – non contenendo in alcuna parte della home page il termine “golf” – non appariva nemmeno nei più remoti risultati di ricerca di Google).
Ranki i risultati di ricerca non secondo la logica calvinista del back linking (ho tanti amanti e quindi sono una bella donna…), ma possa riuscire a capire quale sia la qualità di una pagina web (e di un sito, perché le pagine senza i siti non esistono…) dalla pagina stessa, senza usare la logica “borbonica” della digi-raccomandazione degli inbound links.

5) Sempre tratto da un post del vostro blog, secondo te si può promuovere un sito online con 100US$? Circa 80€?

Onde evitare di generalizzare, è sempre necessario valutare, caso per caso, quali siano gli obiettivi oltre al settore di mercato in cui ci si vuole operare. Certo è che in diverse situazioni comunque, la promozione online può essere fatta a costo zero. Per esempio, per la promozione di Marketingroutes.com non ho speso un euro. 😉

6) Che cosa pensi del nostro blog? che cosa ti è rimasto più impresso? In che cosa sono differenti i due blog?

A dirvi la verità non lo conoscevo, oltre al fatto che non sono un accanito lettore di blog italiani. Quelli che ho il tempo di seguire sono davvero pochi purtroppo.

Luca

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