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Apprendiamo dal Giappone che il principale gestore di macchine che vendono bevande (distributori automatici) sperimenterà un sistema inedito che prevede di regalare caffè e cioccolate calde in cambio della visione di brevi spot durante la preparazione. L’iniziativa è stata ideata dalla Apex Corporation, che possiede una rete di oltre 35000 distributori automatici in tutto il paese. Il funzionamento prevede la visualizzazione di uno spot di 30 secondi durante la preparazione della bibita. Il costo della bibita, sarà interamente coperto dall’inserzionista che potrà pubblicizzare i propri prodotti anche sul bicchiere di carta. Secondo le stime, il business dovrebbe raggiungere i 2,5 milioni di euro annui, per circa 5-6 milioni di bevande consumate.

I punti di forza di questa iniziativa sono:

la possibilità di ottenere visibilità da parte degli inserzionisti grazie alla capillarità e alla distribuzione strategica delle macchine
la possibilità di agire sulla leva del prezzo da parte dei proprietari delle macchine senza essere in perdita, bensì guadagnando in competitività.
E per il consumatore? Il risparmio del prezzo della bevanda…

Non sono del tutto sicuro che il modello di comunicazione sia efficiente: se, come si legge, si tratterà della visione di uno spot pubblicitario della durata di 30 secondi, ovvero come avviene solitamente in televisione, siamo di fronte all’utilizzo di uno strumento “vecchio” in una nuova forma. Nonostante il consumatore sia praticamente “obbligato” a vedere la pubblicità durante l’attesa, infatti, il messaggio veicolato a lungo andare potrebbe risultare anche pesante da assimilare. Non dimentichiamo, infatti, che la passività di questo mezzo di comunicazione è una delle cause della perdita di efficacia dello stesso.

Probabilmente, una automobile brandizzata da guidare gratis rende maggiormente stimolante il coinvolgimento del consumatore, oppure alcuni adesivi pubblicitari sui corrimano delle scale mobili (con numero di telefono da chiamare per avere maggiori informazioni) sono un mezzo meno passivo e maggiormente accettabile per il consumatore.

Mi piacerebbe capire cosa ne pensate, sia dal punto di vista del marketing, sia del consumatore…

Filippo Minelli per marketingarena

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