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Coniare nuovi termini, nuove definizioni è un atto tipico del marketing, così come quello di attribuire etichette ad ogni aspetto specifico dello stesso: marketing turistico, marketing distributivo, marketing relazionale sono alcune delle mille facce di cui si compone il marketing.

Navigando nell’immenso mondo della rete mi sono imbattuto in un sito istituzionale di un’azienda di Rimini che offre un particolare servizio alle imprese, “La via del profumo” (questo è il nome dell’azienda), riprendendo quanto riportato nel sito, “è specializzata nell’ideazione e realizzazione di profumi naturali ed è in grado di elaborare, secondo le regole dell’aromaterapia e della psicologia olfattiva, vere e proprie fragranze psicologiche capaci di trasportare determinati messaggi di comunicazione olfattiva e di suscitare emozioni”.

Alla base del lavoro svolto dall’azienda c’è il concetto di marketing olfattivo: secondo tale teoria il buon odore è associato alla nozione stessa di “buono”, da qui deriva l’idea di associare una fragranza ad una specifica impresa attraverso la costruzione di un logo olfattivo che permette al consumatore di collegare un determinato odore ad uno specifico marchio creando in tal verso un valore aggiunto.
Tale logo olfattivo può essere utilizzato sia su supporti materiali quali carte o tessuti, sia essere diffuso negli ambienti aziendali (punti vendita) o in altre circostanze (eventi).
Come si può ben notare si tratta di una tecnica che confonde e mescola al suo interno diverse discipline, dal marketing alla psicologia passando per l’aromaterapia.

Molto probabilmente con questa tecnica ci si addentra nei meandri delle nuove tecniche di “ambient marketing” il cui obiettivo è quello di accrescere l’esperienza del consumatore all’interno del punto vendita; tuttavia nel cercare di documentarmi sulla tematica in questione, ho trovato alquanto bizzarro lo scarso, e a volte nullo, riferimento al marketing esperenziale.
Siamo allora di fronte ad un’esagerazione sulle tematiche del marketing, oppure si tratta di una nuova tecnica percorribile che può rappresentare un vero vantaggio aggiunto per le aziende che l’adottano?

A mio avviso la tecnica del marketing olfattivo può essere una “buona” strategia, tuttavia come qualsiasi strategia, deve esser accuratamente pianificata e programmata in ogni minimo particolare in modo tale da garantire una perfetta coerenza con tutte le leve del marketing esperenziale e non; anche la scelta dell’aroma (in apparenza una decisione banale), dovrà essere fatta con molta cura e attenzione in modo tale che possa richiamare quelli che sono i valori che stanno alla base dell’azienda.

Voi che ne pensate?

Fonti: www.profumo.it

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