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Oggi un semplice prodotto che assolve a pieno le proprie funzioni non può essere vincente sul mercato se non è arricchito di valori, simboli, servizi e quant’ altro che lo rendano in qualche modo unico, non tanto da un punto di vista materiale, ma dalla posizione che riesce ad occupare nella mente del consumatore.
Tale discorso si incalza perfettamente anche per il prodotto turistico e, su un mercato altamente competitivo e instabile come questo, riuscire ad offrire un prodotto “unico” rappresenta un punto di forza importantissimo.

Qualche mese fa è uscito il rapporto redatto dal Wef sulla competitività nel settore del turismo nel 2007 e la nostra cara e vecchia Italia si colloca 33esima; tale dato, sconcertante sotto tutti i punti di vista, dovrebbe far riflettere su quelli che sono i principali “handicap” che il prodotto Italia presenta rispetto agli altri prodotti-nazioni.
Se siamo abituati a considerare il Bel Paese come la patria di opere culturali e paesaggi unici al mondo, dobbiamo allo stesso tempo renderci conto che il mercato turistico è profondamente cambiato e le peculiarità italiane sopra elencate, se un tempo erano il principale vantaggio competitivo del nostro paese, ora rappresentano una base di partenza che deve essere arricchita per poter vincere la sfida con gli altri paesi.

A questo punto ci si dovrebbe concentrare su quelle che sono le principali carenze che l’Italia presenta e individuare le varie strade da percorrere per iniziare la scalata verso la parte alta della classifica; in particolare vorrei porre l’attenzione su due aspetti: la promozione del paese sulla rete e il servizio rivolto al turista.
Per quanto riguarda il primo aspetto, più volte su MarketingArena si è discusso sull’importanza per un’azienda di essere presente sul web e su tutti i vantaggi che ne derivano (interazione con il cliente, sevizi personalizzati, incremento della clientela potenziale, ecc.); recentemente anche “l’azienda-Italia” si è affacciata sulla rete attraverso l’apertura di un portale volto a promuovere il turismo internazionale verso il nostro paese. La strategia perseguita sarebbe stata ottima se non fosse stata accompagnata da una serie di problemi ed errori legati probabilmente alla superficialità con la quale è stata svolta e dalla forzatura dei tempi con la quale è stata avviata. Il portale infatti ha subito numerose critiche da parte di tutto il mondo web in quanto mal strutturato e in certi versi rappresenta una “brutta copia” di altri portali nazionali (a tal proposito segnalo un interessante articolo di Giorgio sull’argomento)
Il secondo aspetto da migliorare riguarda invece il servizio, inteso nella sua concezione più ampia, rivolto al turista; se analizziamo infatti le varie classifiche specifiche del rapporto Wef ci accorgiamo che l’Italia si colloca 70esima per quel che riguarda l’atteggiamento verso il turista (chi frequenta abitualmente Venezia può comprendere pienamente ciò a cui mi riferisco), e i vari servizi offerti si presentano in molti casi inadeguati. Lo sapevate, ad esempio, che l’ospitalità alberghiera italiana è reputata insoddisfacente dal turista cinese se paragonata alla qualità delle strutture recentemente sorte nel loro territorio?
Investire nei servizi quindi non deve rappresentare un optional, ma parte integrante di un prodotto complesso come il sistema paese.

Partendo dal presupposto che l’Italia possiede una buona base di partenza per il turismo incoming perché non sfruttare allora queste enormi potenzialità e iniziare a rivedere il tutto con una filosofia più marketing oriented?

Thoma Longo per marketingarena

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