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Mi capita di leggere sulla Stampa una news del 19 aprile in cui compaiono prevalentemente statistiche , e che si intitola “Dottor Web, Aiutami a guarire”, dopo una prima lettura ho avuto una straziante sensazione di allarmismo!
La prima parte del testo recita in questo modo: “I navigatori esplorano la Rete alla ricerca di informazioni di qualità, con la tendenza a preferire i siti specializzati. Secondo una ricerca condotta dall’Istituto di Ricerca privato Millward Brown su un campione di 800 internauti, tre su quattro interrogano Internet per ottenere informazioni sulla salute e il web finisce per diventare il «medico» preferito da chi naviga soprattutto per quanto riguarda le malattie meno gravi”.

Certo! Bisogna vedere che tipo di informazioni… e qui magari non è specificato, tuttavia quando nell’articolo si dice…”Il 66% degli intervistati ha dichiarato di usare Internet come fonte d’informazione sulla salute, mentre il 54% chiede al medico e il 53% si rivolge al farmacista (in media ogni intervistato ha dichiarato di utilizzare 2,7 fonti d’informazione). Crolla invece l’influenza della tv, indicata come fonte d’informazione solo dal 25% degli intervistati”…mi viene da pensare che qui si fa sul serio… Va bene fidarsi di internet, meglio ancora considerarsi “consumatori intelligenti “ o 2.0, ottimo se non consideriamo la tv come unica fonte di sapere, anche in questo campo, ma non c’è il pericolo che il paziente “fai da te” possa essere raggirato da qualche forte modello di web marketing sul campo medico? O che, da un punto di vista più salutare, gli vengano a mancare quei consigli di medici che in genere sono laureati e con tanta esperienza?

Sarò tradizionalista, in questo caso, ma io preferisco farmi l’eterna coda dal mio dottore…
Cosa ne pensate? Secondo voi ha senso costruire un modello di business attorno ad un paziente che si fa un’auto-diagnosi? Non ne sono personalmente molto convinto… Sarebbe forse più interessante sviluppare altri metodi e muoversi su altre strade, magari attraverso l’uso di ICT, in cui farmacie o medici di famiglia possono gestire visite più e meno semplici… ma questa è indubbiamente un’altra storia.

Guerra Stefano per Marketing Arena

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