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La cucina ad impatto zero: vari consorzi, con la collaborazione delle a noi note Merloni e Tetra Pak, hanno utilizzato fogli di cartone ondulato pari al peso di 70 quotidiani per la realizzazione di piano cottura, lavello, forno…
La panca a fisarmonica: anche il designer belga Charles Kaisin adotta delle pagine di quotidiani per realizzare la sua creazione.
Due esempi, semplici e forse geniali, di come si stia guadagnando un certo appeal e consensi sempre maggiori il cosiddetto Eco-Design. L’obiettivo sempre più apprezzato all’interno del mondo dell’arredamento e della creazione di oggetti di design è l’ecosostenibilità, tenendo sempre fede ai criteri di attrattività ovviamente. Concetto sintetizzabile nel fatto che un oggetto che all’attrattività aggiunge l’ecosostenibilità, sarà più facilmente inseribile nelle abitudini quotidiane della gente.

In realtà molti esperti di sostenibilità vogliono ricordare come spesso l’utilizzo di materiali naturali (come la carta dei due esempi iniziali) unito alle belle forme non sia sufficiente per poter parlare di design ecologico, a causa dell’impatto ambientale nell’intero ciclo di vita del prodotto, che deve essere sempre tenuto presente. Più semplicemente: la sedia di cartone dura poco, verrà sostituita a breve. Meglio quindi una sedia di plastica riciclata.

Ma al di là delle normali differenti visioni in tema di ecosostenibilità, qualcosa si muove. Il distretto del mobile di Verona, riportando un esempio a noi vicino, sostiene il “Progetto Biosfera”, nel quale il legno massello è di origine coltivata e rinnovabile, dato che gli alberi utilizzati vengono poi ripiantati.
Anche le grandi aziende però non stanno a guardare: la PRP, azienda francese che del lusso fa la sua bandiera ha aperto un nuovo laboratorio vicino a Parigi per la produzione di materiali organici; Marks & Spencer si appresta ad investire 394 milioni di dollari sul suo “eco-plan”, con l’intento di riciclare bottiglie di plastica in fibra di poliestere. Segue l’esempio di Marks & Spencer anche la britannica Tesco, mentre per una volta noi italiani siamo in anticipo, dato che Coop ha già sostituito tutti gli imballaggi con materiale biodegradabile al 100 per cento e riciclabile.
Ci sarebbero tanti altri esempi, come Toyota con la sua vettura ibrida “Prius” o come Nokia, che sta lavorando per sostituire dai suoi cellulari varie sostanza chimiche come Cadmio, Mercurio, Cobalto…ma non ci dilunghiamo.
Di certo, si nota un cambiamento di atteggiamento, con le aziende che perseguono piani eco-compatibili e che vogliono comunicare il loro impegno ecologico. Avanti così!

Luca Crivellaro per MarketingArena

Per saperne di più: Inserto Design de “L’Espresso”.

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