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DAL GAZZETTINO:

Botta e risposta in consiglio comunale sulla campagna dell’Actt contro i “portoghesi”, con i cartelloni pubblicitari in dialetto veneto che recitano: “no te paghi, no te parti”. «Leggendo questi manifesti mi sono interrogata sull’efficacia del messaggio e soprattutto sullo stile – ha criticato Donata Demattè (Margherita) -. Ritengo che la nostra città abbia ancora una lingua e poi un dialetto. Non mi va il fatto che si usi il dialetto in questo modo, soprattutto quando nei manifesti si dice “se no te gà capio te o digo in arabo”, o “in cinese”. Penso che campagne per richiedere civilmente che i cittadini siano responsabili debbano usare anche nel linguaggio altrettanta civiltà». La replica è arrivata per bocca di Sandro Zampese, presidente di Actt: «Le due grandi categorie che non pagano i biglietti sono gli studenti e gli immigrati, soprattutto quelli che provengono dal mondo arabo e cinese. Abbiamo fatto una politica educativa nelle scuole e con i mediatori culturali. È seguita una campagna pubblicitaria in cui ci si rivolge alle categorie che evadono. Abbiamo avuto molti riscontri positivi, non ci vedo niente di male. Il problema che abbiamo oggi è che i nostri accertatori e i nostri autisti sono in balia di persone, sempre extracomunitari, che li malmenano quando non hanno il biglietto. Abbiamo avuto assicurazioni dal prefetto che presto ci sarà un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine».

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