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Cercando su Google News qualche notizia che mi permettesse di scoprire qualcosa di nuovo anche oggi, trovo che il 3 aprile sull’Unità è stato pubblicato un articolo che si intitola “ L’Apple Store di Roma, il primo sul continente”, di Roberto Arduini, e subito mi viene in mente un amico che un anno fa era andato nella grande New York… tra tutto quello che si poteva visitare in quella città, nei suoi 15 giorni di soggiorno gli era rimasto impresso nella mente l’Apple Store della grande mela, e me ne aveva parlato come un luogo dal design curato, innovativo, dove si praticava con Mac e si potevano seguire corsi, e altre cose che non ricordo… l’unica cosa che ricordo è che ho detto che forse si trattava di un’ “esperienzalizzazione del processo di acquisto”, questo probabilmente perché in quel periodo stavo scrivendo la mia tesi sul marketing dell’esperienza.

Non so ancora dire se si trattava di una politica rivolta esplicitamente all’esperienzializzazione del punto vendita o meno, in quanto personalmente non ho ancora avuto l’occasione di verificare, tuttavia penso che un minimo di idea in questo senso, nella progettazione degli Apple Store ci sia, basti osservare solo come si ruota attorno al concetto di cliente attraverso i tipici elementi di uno store: si parla di “Genius Bar”, dove si può trovare servizio e assistenza personalizzata; viene progettata un’ “area creativity”, dove i clienti ricevono consulenza personale su foto, filmati, musica, ed editoria; si crea la “Pro Care”, una carta che permette di prendere appuntamenti su lezioni specifiche; infine, vi anche la possibilità di fare incontri genitori bambini… L’impressione è che Apple cerchi di coccolare e corteggiare i suoi clienti, che cerchi di renderli diversi dagli altri, puntando su personalizzazione e alto livello di servizio, ma in fondo, e si sa, queste sono peculiarità del mondo Mac.

Osservando in Google alcune foto, tuttavia, ci si rende conto subito che anche il design interno è curato alla perfezione, che la scelta della location non è casuale, e a volte il layout stesso o l’insegna sono posizionati in un modo tale che si potrebbe, forse, parlare anche di guerriglia marketing…io non ho dubbi, mi voglio sbilanciare, sono convinto che quella di Apple sia un’esperienza unica, pur non avendola mai provata.

Comunque sia, ricordi a parte, la cosa più interessante di questo articolo è che la grande azienda di Steve Jobs ha scelto l’Italia, dopo Londra, per lo sbarco nel Vecchio Continente, ma perché? Forse negli americani vive ancora il mito di Fellini, o forse Roma è sempre stata il centro dell’Europa, storicamente e geograficamente, o forse si è scelta l’Italia per i valori che evoca…sarebbe interessante scoprirlo, non penso che la scelta della location sia casuale.
Per concludere, è utile ricordare che anche se il management di Mac evoca il Digital Lifestyle a volte fino all’estremo per il nostro bel paese si è scelto di adottare un “look” un po’ più soft rispetto ad altri famosi store, ma pur sempre accattivante.

Personalmente sono contento che Apple abbia scelto l’Italia, spero anche che vi siano molte altre aziende che si interessino del nostro bel paese attraverso un retail pensato e non standardizzato come quello appena visto, in fondo anche questa è un’opportunità di crescita e di fama per il Made in Italy.

Stefano Guerra per Marketing Arena

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=64876
Foto : http://www.blogbusters.it/media/blogs/gadgets/2006/maggio2006/apple_store_ny.jpg

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