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Nabaztag, nella foto, è un coniglio. Tale infatti è il significato in lingua armena di questo termine difficile da pronunciare.
La particolarità di Nabaztag è legata alla sua connessione Wi-fi, si tratta infatti di un oggetto molto tecnologico.

Il simpatico coniglietto è stato ideato circa due anni fa, è prodotto dalla francese Violet ed ha venduto 35.000 esemplari, è già alla seconda edizione, il nuovo coniglio si chiama infatti nabaztag/tag

A cosa serve il coniglio? Si tratta di un essere “intelligente”, programmabile e sensibile ai comandi vocali legge mp3 ed rss e funziona anche a computer spento, legge il meteo ed incorpora un lettore RFID, cosa che fa dire agli sviluppatori che il coniglio è anche in grado di “annusare” gli oggetti.

Questo oggetto assolutamente geek ha delle potenzialità non indifferenti, esiste infatti una forte e viva comunità che contribuisce allo sviluppo (ho saputo in rete di un’operazione di reverse engineering che ha letteralmente svelato nabaztag) e vengono prodotti dei servizi gratuiti o da sottoscrivere in abbonamento detti nabcast che rendono ancor più completa la funzionalità del simpatico coniglietto.

Nabaztag costa 135 euro ed è assolutamente “cool” ma ciò che mi ha spinto ha parlarne è quello che si intravede dietro un accessorio del genere, cioè un mondo di terminali wi-fi che utilizzano la rete pur non essendo computer veri e propri. Questa è forse una delle prime applicazioni che sfrutta la rete come infrastruttura sottesa (un pò come luce e gas) e schiude possibilità infite per un nuovo modo di vedere e vivere le connessioni.
Una cosa che poi mi ha incuriosito è un parere trovato in rete che si riferiva a nabaztag come possibile mezzo per la formazione, ho fatto volare la fantasia e qualche possibilità effettivamente ci sarebbe..

Siamo di fronte ad una “chicca geek” o al primo di una serie di interessanti device di nuova concezione?

Giorgio

Nabaztag su wikipedia

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