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Scaricare film, legalmente, con alta qualità audio e video, a prezzi contenuti. Ora è possibile (negli Usa) grazie al recente BitTorrent Entertainment Network: il circuito peer-to-peer con 135 milioni di utenti decide di passare dalla parte delle major, in seguito all’accordo con Warner, Paramount Pictures, 20th Century Fox, Metro-Goldwin Mayer e Lionsgate.

In realtà avviene qualcosa di particolare, dato che i film sono noleggiati e non acquistati. Si hanno 24 ore di tempo per vedere il film, con una spesa di 3,99 dollari. Successivamente alla scadenza, il file diventa inaccessibile e protetto da copia. Un’oretta per scaricare il film con una linea veloce è necessaria, ma si può usufruire degli strumenti tipici del web 2.0: commentare e raccomandare film tramite la community, che ormai non costituisce più novità ma diventa strumento di serie, non più un optional.

Il problema ora però è: coloro che scaricano illegalmente saranno attratti da un download non più gratuito, per un bene che svanirà nel giro di 24 ore e che costa comunque la cifra non del tutto indifferente (per un noleggio così breve) di 3 dollari e 99??? Gli esperti (di parte) sono convinti che la pirateria sia solo una risposta di utenti insoddisfatti che non sono riusciti a trovare servizio migliore. Ma siamo sicuri che sia preferibile per i cyber-pirati noleggiare per 24 ore un film, al costo di 3 dollari e 99, anziché scaricarlo gratuitamente (in barba al copyright) per possederlo definitivamente?

In Italia il nuovo network a pagamento di BitTorrent non è ancora arrivato (fine 2007 probabilmente), mentre sono già attivi siti come FilmIsNow.it, che distribuisce film in maniera permanente (circa 10 film venduti al giorno, secondo le statistiche) con prezzi attorno ai 13 euro. Anche qui però c’è un inghippo: i film non possono essere masterizzati su dvd…
Si ragiona ancora su piani teorici, anche se è innegabile che ci si stia spostando verso un’ottica di legalità, orientata alla qualità e con forti attenzioni verso le caratteristiche “sociali” del mezzo internet. Resta da vedere semmai se questa “web pay per view” riuscirà a scalzare la prassi consolidata e diffusa del download libero.

Luca Crivellaro per marketingarena

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