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La parola “tecnologia” è divenuta ormai uno dei capisaldi del XXI secolo, e su questo nessuno sembra avere dubbi; i dubbi invece iniziano a sorgere non appena iniziamo a parlare dell’effettiva applicazione delle innovazioni tecnologiche nelle aziende.
Più precisamente, in questo post e coerentemente con il tema cardine della V edizione del salone d’impresa, vorrei approfondire il forte legame che può sussistere tra turismo e tecnologia, e come quest’ultima possa rappresentare un’arma vincente per le aziende che operano in questo complesso settore dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno e la competitività è estremamente elevata.

Bisogna innanzitutto tenere conto che, come tutti i settori dell’economia, anche il turismo sta subendo gli effetti della globalizzazione e dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato questo inizio di millennio e gli operatori del settore devono adattarsi a questo cambiamento di scenario per non perdere terreno e competitività non solo a livello nazionale ma anche internazionale!
A tutto ciò va aggiunta anche una radicale trasformazione della figura del turista, che è diventato sempre più esigente e selettivo, ma soprattutto è sempre meno legato a schemi rigidi, tende infatti a combinare vacanze di “lusso” con viaggi all’insegna dell’avventura e dell’economicità.
Non va dimenticato poi che ci troviamo di fronte ad un consumatore turistico sempre più “tecnologico”, legato ai contenuti multimediali, un po’ per informazione ma anche per un pizzico di divertimento.
Il punto cruciale diventa allora il seguente: come la tecnologia può fondersi in questo settore?
Va da subito precisato che le nuove tecnologie rappresentano una fonte ricca di vantaggi sia per le imprese che possono valorizzare e promuovere il business del turismo, sia per il turista che ritrova nella tecnologia nuovi contenuti e benefici che possono arricchire il proprio viaggio prima durante e dopo.

Per rendere maggiormente l’idea dei vantaggi che la tecnologia può offrire a tale settore basti pensare all’utilizzo di strumenti di CRM per ottenere più informazioni possibili sui turisti e cercare di instaurare una relazione duratura con gli stessi (si pensi ai vantaggi che una catena di alberghi può ottenere con tale tecnologia) oppure strumenti che utilizzano nuovi formati digitali per la fruizione e gestione dei contenuti (penso alle nuove tipologie di guide fruibili sui dispositivi portatili che sostituiscono le ormai vecchie ed obsolete guide cartacee). Per continuare la carrellata si pensi poi al significativo apporto che internet può dare per accrescere l’offerta di contenuti e per comunicare “a valore aggiunto” (si pensi a virtual magazine e media show per cataloghi on line con filmati su location e villaggi).
Proprio quest’ultimo strumento rappresenta forse l’opportunità più grande che le imprese italiane operanti in tale settore sono chiamate a cogliere per rilanciare il settore turistico italiano e ridargli la dignità che si merita; senza poi dimenticare il contributo che la rete offre nel migliorare l’esperienza turistica sfruttando modelli di comunicazione che ben si adattano ad un turista sempre più ipertecnologico.

Quello che più mi raccapriccia è che il web in Italia sembra essere un eccezione quando invece nel resto dei paesi avanzati rappresenta la norma; ma voglio aggiungere altra carne al fuoco, Paolo Zaccheo di Camper viaggi e fondatore di advitalia.org fa notare che all’ultimo Travel Technology Show di Londra, una delle più importanti manifestazioni mondiali per le tecnologie del turismo, il numero di italiani presente era solo quattro.
Vorrei concludere infine con un’affermazione di Alex Kornfeind di advitalia.org che mi ha fatto riflettere e che credo farà riflettere anche voi, ossia “Quanti agenti di viaggio hanno la consapevolezza che trasformare la propria agenzia di viaggi in una sorta di Expedia, e mantenerla, costa meno dei soldi che vengono affidati ogni anno ai soliti network e franchising?”

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