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E’ di questi giorni l’evento milanese “Moda Tecnologia”, ideato da Marina Garzoni (Camera Nazionale della Moda Italiana) che fonde cultura del fashion e innovazione digitale. Uno dei tanti eventi che ci devono far riflettere sul legame sempre più stretto tra moda e tecnologia.
In tale occasione è stata presentata la Cabina Multisensoriale sviluppata dalla Ibm per l’interazione con il consumatore finale nel punto vendita; una soluzione, dicono, unica al mondo e destinata a rivoluzionare la cosiddetta “customer experience” nel mondo del retail.
La cabina si presenta come un box digitale nel quale convergono tecnologie video, audio ed olfattive che danno vita a un mondo virtuale e multisensoriale, accessibile solo a chi vi entra indossando un paio di occhiali 3D. Al cliente vengono quindi serviti suoni, profumi e immagini con lo scopo di orientarne scelte di acquisto e li si avvolge nell’atmosfera che contraddistingue una determinata maison.
La tecnologia viene , in questo modo, assunta come canale privilegiato per parlare ai sensi e alle emozioni del consumatore, per comunicare a messaggi attraverso la sensorialità, in linea con i più evoluti principi del marketing.
“La moda ha l’innovazione nel proprio DNA e la tecnologia, specie quella informatica, rappresenta l’ausilio imprescindibile alla sua crescita” sottolinea Franca Sozzani, Direttore Vogue Italia.
Niente di più vero: se il connubio moda-tecnologia si fa sempre più stretto è perché c’è la consapevolezza dell’intera industria It che divertire e interagire sembrano essere i nuovi obiettivi dell’industria della moda al fine di coinvolgere totalmente il cliente.
La tecnologia, in quest’ottica, è lo strumento attraverso il quale poter realizzare scenari futuristici di entertainment e di servizio nel punto vendita (come il “digital self”, il consulente digitale che negozierà per noi con il personale di negozio) destinata a valorizzare il brand e a fidelizzare il cliente.Ma il matrimonio tra tecnologia e moda non finisce certo qui: basta guardare le nuove proposte che i centri di ricerca e gli stilisti propongono per rimanere piacevolmente sorpresi.
Un gruppo di scienziati del Cnr, per esempio, volendo coniugare moda, tecnologia e salute, propone per l’estate t-shirt che rilasciano profumi, pantaloni che emettono farmaci e sanno tenere lontane le zanzare, inseriscono microcapsule in grado di difendere il corpo dal calore esterno e pensano a soluzioni grazie alle quali gli allergici potranno indossare tessuti ipoallergenici grazie alle fibre ricavate dall’estratto della fermentazione del mais.
Ma non mancano proposte di vestiti interattivi: tessuti in grado di monitorare la pressione arteriosa, il battito cardiaco o livello di glicemia, grazie al suo tessuto munito di specifici sensori.
Il Retail nel Fashion e nel Lusso sente la necessità di proporre soluzioni inedite per crescere e guarda alla tecnologia come una delle strade possibili per raggiungere l’eccellenza.
“L’industria della moda – dichiara Andrea Pontremoli, presidente e amministratore delegato di IBM Italia – è da sempre l’emblema del Paese, il passaporto d’eccellenza per l’ingresso e la conquista dei mercati internazionali. Oggi, la sua storica creatività ricava dalla tecnologia informatica nuove opportunità per coniugarsi efficacemente all’innovazione dando vita, nel contempo, a nuove esigenze in fatto ‘customer experience’ “.
Credo che questo pensiero riassuma eccellentemente ciò che la tecnologia può essere per la moda e quanto le contaminazioni settoriali possono essere significative per uno sviluppo congiunto di settori in cui l’Italia avrebbe il merito di eccellere.

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