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Colgo lo spunto per il workshop che si è tenuto in Bocconi a Milano mercoledì 14 Marzo 2007 per parlare a voi lettori di Business Tv. È stato un evento inaspettatamente interessante che mi ha aperto le porte di mondi prima sconosciuti!
L’organizzatore e ideatore dell’evento è stato Giampaolo Colletti, Internal Communication Specialist di Vodafone Italia, già esperto di forme alternative televisive e amministratore del sito www.altratv.org .Un ragazzo giovane e talentuoso di cui sentire parlare presto anche qui in Marketingarena.

Iniziamo spiegando di cosa stiamo parlando e cercando di “definire” il concetto di Business Tv.
La Business Tv è un nuovo mezzo di comunicazione interna messa appunto dalle aziende per comunicare la realtà aziendale a tutti coloro che ricoprono un ruolo in azienda e contribuiscono a dare vita a quella stessa realtà.

Sono intervenute al Workshop, 16 grandi aziende italiane che per la prima volta ci hanno presentato che cos’è per loro la B-tv e di come operano: attraverso quali format e di come è stata la reazione del pubblico aziendale. Tutte le presenti sono concordi nel ritenere che il video ha la capacità di abbattere le barriere di tempo e luogo e di trasmettere tutta la forza e l’emozione di una presentazione faccia a faccia. Questo strumento permette all’azienda di ideare format strategici in grado di incrementare l’integrazione delle dinamiche aziendali, l’innovazione e la competitività dell’impresa.

Il workshop era così organizzato: un primo gruppo di gruppo costitui da istituti di credito ( istituti bancari e agenzie di consulenza finanziaria ) le quali rappresentano il 30% delle aziende italiane che possiede e utilizza una tv-aziendale.
Uno dei casi che sicuramente è degno nota è stato quello di Banca Mediolanum.
Giuseppe Mascitelli, il responsabile della B-Tv in Mediolanum , ha subito ribadito che non tutto è tv aziendale.
La tv aziendale è un modo di comunicare in azienda; e come ogni media ha le proprie regole e la propria sintassi.
Il suo scopo non è quello di vendere pubblicità, ma far filtrare e comprendere le procedure aziendali.
La Tv aziendale ha i propri format ( format è una gabbia che dice cosa posso fare e non posso fare in questo programma).
Rispetto alla tv generalista , la tv aziendale è più slow perché deve fare spiegare i concetti e la mission agli interni.
La tv di Banca Mediolanum è attiva dal 1989 (prima via etere e poi, via web), e vanta oramai di una certa duttilità e competenza nell’utilizzo di questo strumento. Il suo palinsesto è fatto da format di molti diversi da uno all’altro: vorrei segnalare come casi in interessanti Coach (programma per la cultura manageriale) e Financial Executive una vera e propria fiction per imparare il linguaggio aziendale e le best-practice in modo molto originale.

Sempre all’interno del primo gruppo, vorrei segnalare un altro caso interessante quello della compagnia assicurativa RAS. Davide Piolini, responsabile comunicazione della rete di vendita, ci ha illustrato l’iniziativa di RAS in questo settore.
La TV di Ras è apparsa subito snella e operativa. I canali di comunicazione dell’azienda viaggiano su supporti diversi indipendenti ( newsletter, circolari, il portale agenzia e la i-tv di RAS).
L’azienda ha cercato una forte spinta all’integrazione tra queste quattro porte di accesso ai contenuti aziendali, tenendo anche presente che a volte l’età matura di alcuni dipendenti è stata una barriera non facile da valicare a causa della scarsa attitudine all’uso di questi dipendenti al portale e alla web-tv.
Il format che più mi ha entusiasmato è stato Best Practice dove le agenzie sparse in tutto il territorio possono comunicare tramite la web-tv la loro realtà e come operano. È un programma a detta dello stesso Piolini che rende più coesa l’azienda stessa e in cui tutti i dipendenti si sentono più coinvolti nelle varie attività, tenendo presente che una carta vincente del programma sta proprio nel far diventare protagonisti per un giorno i dipendenti in qualunque luogo si trovino.

Dopo gli istituti di credito, è stata la volta di altra grandi aziende italiane (Enel, Gewiss, Pirelli R.E. franchinsing…)
Di questi, richiamo l’iniziativa della nota Costa Crociere, presentata dalla cortese Silvia Fiori responsabile comunicazione dell’azienda.
La B-tv di C.C. è un prodotto fatto per tutti i dipendenti dell’azienda di mare e di terra. Visto la plurinazionalità dei propri dipendenti, Costa ha cercato di creare un canale omogeneo e con un linguaggio comprensibile per tutti. Il tono della tv è poco formale anche se istituzionale.
L’importante che i messaggi passino allo stesso modo sia allo chef napoletano che all’animatore indiano e che non via sia contraddizione. Costa sembra proprio che ci sia riuscita!
Costa Crociere, inoltre, ha programmi in cui le varie FAQs sono risposte nella lingua madre di ciascun dipedente quindi dal cinese al portoghese, passando per l’indiano. Anche questa iniziativa, molto intelligente a mio avviso, ha creato un clima coinvolgente tra tutti, favorendo l’integrazione razziale.

Il workshop, poi, ha visto protagoniste le Business-tv delle più importanti compagnie telefoniche che ci hanno parlato dei loro progetti.
Vodafone è stato uno dei migliori casi. Presentato proprio da Giampaolo Colletti, che ricordiamo essere Internal Communication Specialist di Vodafonen Italia, ci ha parlato del caso.
Vodafone ha cercato di passare dalla community allo user generated content .
Il suo palinsesto è vario e contiene molti format al suo interno: i dipendenti possono seguire fedelmente la scaletta giornaliera o richiedere programmi on-demand.
I format più divertenti ma anche meglio costruiti a mio avviso sono stati: le Doppie Interviste, ispirate dal noto programma di Italia 1, si mettono a confronto in ogni puntata gli intervistati che possono ricoprire ruoli differenti all’interno dell’azienda (nell’esempio che ho potuto assistere erano due manager), si mettono “a nudo” per far scoprire i loro lati più umani, facilitando l’integrazione e il maggior interesse da parte di tutti gli operatori che lavorano in Vodafone.
Blob: format interamente dedicato agli strafalcioni aziendali, che aiutano senz’altro a distendere il clima in un ambiente sempre molto frenetico come quello di una grande compagnia aziendale.

Chiudo questo post, riprendendo il pensiero di Walter Passerini (SOLE24), intervenuto al workshop, che in poche parole, ha chiarito il ruolo dei nuovi media e delle nuove culture della Comunicazione.
Ha definito la tv: un mezzo in cui si acquisisce maggior notorietà e potenza. Al giorno d’oggi, si tende ad ignorare la differenza tra trasmettere e comunicare: ma il distinguo c’è ed esiste.

Comunicare significa convivere un messaggio, un’informazione, se non si capisce il messaggio può essere colpa di chi lo comunica perché non abbastanza efficace oppure di chi lo recepisce perché non ancora idoneo a ricevere. Il trasmettere invece è il mezzo attraverso cui il messaggio viene comunicato. Intermedialità per l’impresa è un sistema di mezzi in cui al centro di pone il Brand ( il messaggio). È molto importante analizzare i messaggi che passano al suo interno e soprattutto testare se i linguaggi che si utilizzano ottengono i risultati che si prefiggono.
Con queste poche righe, invito a riflettere….grazie per l’attenzione!
Luca Dalla Villa per marketingarena

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