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Mi ha lasciato francamente dubbioso questa campagna di guerrilla ambient. All’inizio l’ho travata geniale: semplice, ironica furba. L’idea di lasciare una macchina con i vetri decorati con scene “piccanti” raffiguranti più coppie, in pose molto allusive, parcheggiata in strada per 4 giorni davanti a un sexy shop per promuovere appunto il medesimo mi sembrava una trovata interessante. Magari non originale, vista la diffusione ormai dilagante di azioni di guerrilla simili (andate su YouTube e ne troverete documentate a bizzeffe), ma comunque valida.

Indubbiamente l’agenzia Leagas Delaney ha fatto un buon lavoro tanto che alla fin fine mi chiedo se tutta questa operazione abbia portato più vantaggi al sexy shop o all’agenzia. Io ho trovato notizia di questa “Sex Machine” sulla Gazzetta dello sport, un quotidiano non propriamente dedito alle notizie di marketing. L’agenzia a scanso d’equivoci è un’agenzia molto famosa (controllate il portfolio) e quindi non voglio mettere in dubbio le intenzioni della campagna. Sarebbe interessante sapere se il sexy shop ha avuto benefici da tale operazione di comunicazione, vista la risonanza che ha avuto “l’evento”.

Suggerirei ai competitor del negozio in questione di basare le proprie campagne su azioni di guerrilla simili: dato il riscontro in termini di visibilità penso che le agenzie farebbero a gara per ideare e realizzare simili operazioni di marketing.

P.s: Sarei curioso di verificare che tipo di reazioni potrebbe provocare una campagna sul modello della sick-girl, sponsorizzata e pianificata a dovere…

Gianluca Marconato per marketingarena

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